Brivio: trampolino rimosso, la Pro Loco interviene. «Tradizioni nel mirino»

L’ente contro la decisione del parco Adda Nord: «C’è anche chi vuole abolire i fuochi a settembre. Che fine faranno le nostre tradizioni?»

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Brivio

Dopo la rimozione del trampolino non autorizzato nella zona del Toffo monta la polemica. Non sono soltanto i cittadini di Brivio, che frequentano il fiume per svago, a prendere posizione contro un provvedimento giudicato insensato ma la pro loco. Con un post sui social, l’associazione ha manifestato tutto il suo disappunto per la decisione del parco Adda Nord. «Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo ad un’azione sistematica di demolizione delle nostre tradizioni, che ha come conseguenza diretta nel medio periodo lo smantellamento di un’identità condivisa, ed anche dei luoghi e simboli che da sempre fungono da punto di incontro per molti. Sono finiti sotto la mannaia di un manipolo di persone il lido San Vittorino, il trampolino del Toffo, il palo della cuccagna, i fuochi d’artificio, il ponte di Brivio e, senza troppi scrupoli, anche alcune persone che animano luoghi ed iniziative che per Brivio fanno parte di una lunghissima tradizione popolare».

Riferimenti a episodi che, negli ultimi mesi, come spiega Roberto Bonfanti, vice presidente della pro loco, hanno messo a rischio la sopravvivenza di tradizioni consolidate. «C’è gente che ha scritto per protestare contro il palo della cuccagna e che ora sta raccogliendo le firme per impedire i fuochi d’artificio della festa a settembre. Non si rendono conto che così distruggono quanto costruito in molti decenni. Comprendo che qualcuno pensi che le tradizioni andrebbero rinnovate. Se ha proposte nuove, si faccia avanti. Questo comportamento, invece, rischia di porre fine a una serie di tradizioni, come quella della festa di Brivio, che esiste da 180 anni».

Bonfanti si augura che su certi temi possa aprirsi «un confronto costruttivo, perché non tutte le modifiche alle tradizioni sono negative e possono essere reinterpretate in chiave contemporanea». «Creare fratture sociali e tensioni porta a nulla di buono e disincentiva il ricambio generazionale. Il metodo corretto è quello del confronto e della proposta costruttiva, non quello del sensazionalismo». La pensano così anche i tanti che, nei giorni scorsi, hanno commentato sui social la rimozione del trampolino. Luigi Balzarini osserva che lo smontaggio del trampolino rappresenta «una decisione allucinante che calpesta settant’anni di tradizione e storia di Brivio, fatta da una leguleia insulsa e ignorante che di Brivio non sa niente e che si è accorta solo adesso dell’esistenza di questa struttura non autorizzata». Tanti ricordano come i sacerdoti del paese, molti anni fa, accompagnassero lì i ragazzi dell’oratorio estivo a fare il bagno. E si augurano che il Comune stesso scenda in campo, richiedendo al parco l’autorizzazione per la realizzazione di un nuovo trampolino.

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