Calco, rubato il rame dal cimitero del Pime: danni per 50mila euro

I ladri avrebbero agito nella notte tra venerdì e sabato, smantellando gran parte della copertura dei loculi. I missionari hanno avviato i lavori di ripristino e sostituiranno il rame con un metallo meno pregiato per scongiurare nuovi furti.

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Calolziocorte

Depredato del rame il cimitero dei missionari del Pime, Pontificio istituto missioni estere, di Calco. Il danno, stimato dai padri tenendo conto di ciò che è stato rubato e di quanto occorrerà spendere per il ripristino, potrebbe aggirarsi attorno ai 50 mila euro.

I fatti risalgono con ogni probabilità alla notte tra venerdì e sabato, come racconta padre Mario Ghezzi.

«Il furto - spiega il religioso - è stato scoperto dal manutentore nella mattinata di lunedì. Parlando con alcuni passanti, abbiamo però saputo che il tetto era già in queste condizioni sabato. Di conseguenza, ipotizziamo che il furto sia avvenuto tra venerdì e sabato notte».

Di certo, per spogliare quasi per intero il tetto che copre i loculi i ladri hanno dovuto impiegare parecchio tempo.

Il cimitero non è grande, ma saranno comunque servite alcune ore. Con ogni probabilità, i ladri hanno raggiunto il camposanto con un camion, attraversando prima il parcheggio davanti al Pime per poi proseguire fino al cancello, dove la strada si interrompe.

«Noi missionari eravamo in casa ma non abbiamo sentito nulla. Di notte, con le finestre chiuse, non si sente niente».

Pare tuttavia che i malviventi possano essere stati disturbati. «Hanno lasciato il lavoro a metà. Forse qualcuno li ha messi in fuga. Abbiamo trovato delle lastre già smontate e lasciate a terra. Chissà, magari è passato qualcuno e sono scappati», osserva padre Mario.

Di certo, se qualcuno è transitato di lì mentre la razzia era in corso, non lo ha riferito ai missionari, che se ne sono accorti soltanto lunedì mattina.

«Il danno è ancora da quantificare - continua il missionario. - Dobbiamo calcolare i metri quadri di rame asportati. In parte l’hanno lasciato. Abbiamo deciso di smontare tutto, pluviali compresi, e di vendere ciò che è rimasto. Al posto del rame useremo un metallo meno pregiato, per evitare che possa accadere di nuovo. Non sappiamo con precisione quanto costerà l’intero intervento. Qualche decina di migliaia di euro. Forse, tutto compreso, potremmo ipotizzare 50 mila euro».

Nel frattempo la ditta incaricata dai padri si è già messa al lavoro. Ieri mattina un paio di operai sono arrivati al camposanto e hanno provveduto a rimuovere, per prima cosa, i pannelli di coibentazione collocati sopra i loculi, su cui poggiava la copertura in rame. Gli stessi operai provvederanno a smontare la parte di tetto rimasta intatta, forse per mancanza di tempo da parte dei ladri. Solo quando l’intera copertura sarà stata rimossa si procederà l’installazione della nuova tettoia in metallo meno pregiato.

«Siamo molto dispiaciuti - ha concluso padre Mario Ghezzi - ma dai carabinieri abbiamo saputo che episodi del genere sono frequenti. Qualche giorno fa, per esempio, ad Arcene, in provincia di Bergamo, in una sola notte i ladri hanno smantellato completamente il tetto di una scuola».

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