Casatenovo: «È vero, sono stato io»

L’aggressore confessa le violenze

Il brasiliano era in fuga ed era pronto a colpire anche in Emilia, dove lo hanno fermato - Il procuratore: «Un seriale, soggetto pericoloso»

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Casatenovo

«Sì, sono stato io». Ha confessato entrambe le violenze, Raul Rodrgiuez Da Silva, il 35enne italobrasiliano residente in provincia di Sondrio, attualmente in carcere a Bologna con l’accusa di aver abusato di due ragazzine la settimana scorsa: la prima a Casatenovo e la seconda, una dodicenne, a Monza. Ma secondo gli inquirenti, la vicenda non è chiusa.

Ne è convinta Luisa Zanetti, capo della procura di Monza (l’ufficio che ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dell’uomo, poi eseguito dagli agenti della Squadra Mobile milanese venerdì a Imola): «il timore è che questo personaggio possa aver commesso altre violenze analoghe». Per questo è stata presa la decisione di diffondere la fotografia dell’uomo: affinché qualche altra eventuale vittima possa farsi avanti, e rivolgersi alle forze dell’ordine. Perché Da Silva, secondo gli investigatori della Mobile, diretti da Lorenzo Bucossi, e coordinati dal sostituto procuratore brianzolo Carlo Cinque, è un predatore seriale di ragazzine.

E non solo alla luce dei suoi precedenti, tra i quali spicca una precedente condanna per violenza sessuale a 4 anni emessa dall’autorità giudiziaria di Sondrio per 3 episodi di molestie avvenuti nella provincia valtellinese (e che annoverano anche altre vicende di lesioni, resistenza, guida in stato di ebbrezza, reati contro l’ex moglie). Ma anche e soprattutto per il modo in cui punta le sue vittime, e per il suo comportamento.

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