Cronaca / Merate e Casatese
Venerdì 24 Luglio 2026
Caso Morgan-Schiatti, la Consulta decide sul processo per stalking
Il 18 novembre la Corte Costituzionale discuterà la questione sollevata dalla difesa del cantautore. Il procedimento a Lecco è sospeso in attesa della decisione.
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Il caso “Morgan-Schiatti” davanti alla Corte Costituzionale. E’ il 18 novembre la data fissata dalla Consulta per discutere della questione di legittimità costituzionale sollevata dai difensori di Marco Castoldi, il 53enne cantautore noto al grande pubblico come Morgan, nell’ambito del processo che vede l’artista leader dei Bluvertigo imputato di atti persecutori e diffamazione nei confronti di Angelica Schiattai, musicista 37enne di Merate. Il processo aperto davanti alla giudice Martina Beggio (fascicolo ‘nato’ a Monza, e poi trasferito per competenza territoriale a Lecco) era stato sospeso dopo che l’avvocata Rossella Gallo, che difende Morgan assieme al collega Leonardo Cammarata, aveva posto al tribunale una questione relativa alla norma del codice che, per il caso del reato di stalking, non consente al giudice di procedere all’estinzione del reato quando viene attuata una condotta riparatoria considerata ‘congrua’ da parte dell’imputato, come per esempio un risarcimento (possibilità prevista, invece, nei casi di reato derivante da cosiddetto “revenge porn”).
La giudice, all’udienza di dicembre 2025, aveva considerato l’eccezione “non manifestatamente infondata” e aveva inviato gli atti alla Corte Costirtuzionale, che ora ha fissato al prossimo 18 novembre la data per la discussione (per la decisione potrebbero prendersi qualche giorno). Da parte di Castoldi, è stata depositata un’offerta economica che il tribunale ha considerato effettivamente “congrua” (un assegno da 100mila euro, che la meratese Schiatti ha tenuto come “acconto sul maggior dovuto”, rifiutandosi di ritirare la querela). Le accuse mosse a Castoldi sono appunto quelle di atti persecutori, e di diffamazione aggravata per serie di messaggi pubblicati anni fa dall’ex “giudice” di X Factor su una chat collettiva, nella quale pubblicava frasi volgari sul conto della cantante meratese, con cui aveva intrattenuto in precedenza un rapporto sentimentale. Vengono contestate chiamate continue, messaggi, tentativi di prendere contatti con la parte offesa. In un’occasione, nella speranza di comunicare con lei, avrebbe finto di essere un famoso rapper-cantante italiano, il torinese Willy Peyote, dicendosi interessato a una collaborazione artistica. Nei confronti di Morgan, né la procura di Monza all’epoca delle prime indagini, e né quella di Lecco, dopo il trasferimento del fascicolo, hanno ravvisato gli estremi per l’emissione di una misura cautelare.
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