Chiusura del ponte di Brivio, più dubbi che certezze: cittadini senza risposte

Durante l’assemblea pubblica di domenica sera, il sindaco Federico Airoldi non ha potuto chiarire tempi, controlli e soluzioni alternative legati alla chiusura del ponte dal 4 maggio. Restano forti preoccupazioni su durata dei lavori, viabilità e impatto del cantiere

Brivio

Tante domande, altrettanti dubbi ma poche risposte per i cittadini durante l’assemblea convocata dall’amministrazione comunale di Brivio sull’imminente chiusura del ponte, in calendario il 4 maggio.

Il sindaco Federico Airoldi non ha infatti potuto rispondere ai numerosi quesiti posti, non avendo egli stesso le risposte.

Le perplessità, i dubbi e i timori dei cittadini, emersi nel corso dell’incontro di domenica sera, restano gli stessi di sempre. A cominciare da quello relativo al divieto di transito per i mezzi che superano un certo tonnellaggio ma che, in assenza di controlli, transitano comunque. Airoldi ha ribadito che, a suo avviso, la verifica spetta alla polizia stradale e che è impensabile un intervento della polizia municipale associata.

I cittadini hanno chiesto anche certezze sui tempi del cantiere. Airoldi ha replicato precisando che, a suo parere, i progettisti hanno già inserito nel crono-programma dei 15 mesi di chiusura l’eventualità di trovarsi di fronte a una situazione peggiore rispetto a quella emersa dalle analisi strumentali. Tuttavia, nessuno ad oggi può dire se la tempistica sarà rispettata.

Un’altra domanda ha riguardato i tempi di costruzione della passerella a fianco del ponte. Il sindaco ha ricordato che il costo è di 8 milioni ma che per ora esiste solo uno studio preliminare. Di conseguenza, non è possibile indicare i tempi di realizzazione.

Tra i temi dibattuti anche quello di un collegamento provvisorio durante i lavori, magari tra Imbersago e Villa d’Adda. Il primo cittadino ha ricordato che l’ipotesi era stata presa in considerazione anche in occasione della chiusura del ponte di Paderno. Anche allora, però, era stata scartata. «Forse - ha detto - perché non è realizzabile».

Da ultimo, i residenti hanno manifestato preoccupazione per lavori che dovrebbero svolgersi h24 sette giorni su sette. Al Comune hanno chiesto rassicurazioni affinché le attività più rumorose non avvengano di notte. Sindaco e responsabile dell’ufficio tecnico hanno risposto che l’impresa si è impegnata a non eseguire i lavori più rumorosi di notte e che l’autorizzazione sarà rilasciata solo previo parere di Arpa.

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