Fuochi d’artificio a Sartirana, torna la polemica

Come ogni anno, tornano le polemiche sui fuochi d’artificio della festa di Sartirana. Una petizione online, il Movimento 5 Stelle e il Comitato civico ambiente contestano lo spettacolo finale per il possibile impatto sulla riserva naturale, mentre gli organizzatori assicurano il rispetto delle regole e confermano il dialogo con il Parco del Curone

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Merate

Tutti gli anni è la stessa storia. Quando si avvicina il momento della festa di Sartirana, che si conclude con lo spettacolo pirotecnico, si levano alte le voci di coloro che vorrebbero cancellare una tradizione che va avanti da mezzo secolo. E tutte le volte, in un modo o nell’altro, dopo le consuete polemiche, lo spettacolo si svolge ugualmente. Andrà a finire così anche quest’anno, molto probabilmente.

Stavolta, a contestare il finale della festa di Sartirana è stato un gruppo di cittadini che ha sottoscritto una petizione sulla piattaforma Change.org. Al momento, sono 277 le firme al documento con cui si chiede di interrompere il tradizionale spettacolo pirotecnico.

«I fuochi d’artificio comportano in realtà gravi conseguenze per l’ambiente e per gli esseri viventi - si legge nella petizione. - Il loro utilizzo provoca forte stress e paura negli animali domestici. Ancora più preoccupante è l’impatto sugli animali selvatici presenti nella riserva di Sartirana».

Preoccupazioni condivise dal Movimento 5 Stelle e dal Comitato civico ambiente. Il primo ha portato la festa patronale di Sartirana sotto i riflettori del Parlamento europeo. L’eurodeputato Gaetano Pedullà ha infatti depositato un’interrogazione alla Commissione europea sulla gestione del sito, contestando l’utilizzo dei botti a poche decine di metri dalla Riserva di Sartirana.

Secondo il documento, «i fuochi verrebbero sparati a circa 40 metri dalla riserva di Sartirana, area classificata come sito Natura 2000», determinando un impatto acustico e luminoso «potenzialmente in contrasto» con la cosiddetta Direttiva Habitat, che impone di evitare il perturbamento delle specie animali per cui l’area è stata designata.

Contestualmente, il Comitato civico ambiente ha inviato una Pec al Parco del Curone e al sindaco di Merate, chiedendo copia della valutazione di incidenza ambientale, obbligatoria per eventi di questo tipo in prossimità di siti protetti.

Infine, il Comitato ha annunciato anche di volere presentare una petizione al Parlamento europeo, strumento che permetterebbe di portare la questione anche davanti alla Commissione per le petizioni dell’Assemblea di Strasburgo.

A replicare ai pentastellati e al Comitato, Armando Fusi, che fa parte dei volontari che si occupano dell’organizzazione della festa: «Anzitutto, va precisato che non è vero che i fuochi saranno a 40 metri dalla riserva. Il sito individuato si trova a 478 metri dal confine della riserva, e dista oltre 100 metri dall’abitazione più vicina. Detto questo, stiamo parlando da tempo con il Parco per organizzare lo spettacolo rispettando tutte le regole. Da anni, c’è una certa sensibilità sul tema. Basti pensare che, una volta, i fuochi venivano sparati da una zattera in mezzo al lago. Come già da qualche anno, i fuochi che proponiamo saranno meno rumorosi rispetto al passato. Ancora stiamo attendendo il via libera da parte del Parco ma penso che avendo affrontato la questione per tempo, non ci saranno problemi».

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