Cronaca / Merate e Casatese
Lunedì 09 Dicembre 2024
Già mille firme per chiedere la salvaguardia del parco di Montevecchia
A promuovere la raccolta firme è l’associazione Monte di Brianza che segue con «molta preoccupazione l’evolversi dell’iter per l’elezione del futuro presidente e del consiglio di gestione del parco». La paura è che interessi economici e politico prevalgano sulla politica di salvaguardia portata avanti in questi anni
Lettura 1 min.Montevecchia
In pochi giorni, già mille firme di altrettanti cittadini per chiedere ai sindaci di preservare il parco regionale di Montevecchia e della valle del Curone e di non gettare all’ortiche i risultati raggiunti in quarant’anni di lavoro. A promuoverla, l’associazione Monte di Brianza che racconta di seguire con «molta preoccupazione l’evolversi dell’iter per l’elezione del futuro presidente e del consiglio di gestione del parco.
Secondo l’associazione quello che si paventa è un cambio di rotta. Il gruppo sostiene infatti che «fino ad ora il parco ha perseguito una politica di conservazione dell’area protetta attribuendo concessioni a agricoltori e ristoratori in un’ottica di sostenibilità», mantenendo «il giusto equilibrio tra fruizione turistica, interessi economici delle varie attività presenti e salvaguardia dell’habitat naturale». Ritengono invece che la nascita del distretto del cibo, creato dai Comuni di La Valletta Brianza, Olgiate Molgora e Montevecchia sia soltanto «il progetto preliminare per impostare una nuova e divergente visione del parco e delle sue finalità». L’associazione ritiene che il parco sia già sufficientemente antropizzato e che «un ulteriore incremento del flusso turistico, imposto dalle esigenze di pochi operatori commerciali risulterebbe insostenibile», dal momento che già ora nei fine settimana si è spesso costretti alla chiusura delle strade in determinati periodi dell’anno.
Da qui la richiesta ai sindaci, sostenuta dalla raccolta firme, di proseguire nella «politica di salvaguardia» evitando «concessioni che vadano a indebolire l’habitat e la biodiversità». L’auspicio finale è che «l’amministrazione del parco non diventi terreno di conquista dei partiti e che gli interessi economici di pochi non prevarichino su quelli della maggioranza delle persone che hanno a cuore questo territorio».
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