Cronaca / Merate e Casatese
Mercoledì 29 Aprile 2026
Il mondo dell’alpinismo piange Sergio Longoni. Il ricordo di Messner
E’ scomparso oggi a 83 anni l’imprenditore brianzolo Sergio Longoni. Il ricordo di Reinhold Messner dei tanti alpinisti che ha sostenuto con i suoi marchi: «Ha dato dignità a tutti»
Barzanò
«Molto disponibile, molto gentile. Un aiuto per tutti gli alpinisti del Nord Italia». Le poche parole che Reinhold Messner ci ha consegnato, appena appresa la scomparsa di Sergio Longoni, sono una sintesi perfetta.
Perché Longoni, prima che un imprenditore, è stato un irriducibile amante della montagna e primo sostenitore di una generazione di leggende dell’alpinismo. «L’anno prossimo sarebbero passati quarant’anni dal nostro primo incontro», ricorda Simone Moro. Sergio Longoni aveva notato il talento in lui ben prima che conquistasse la cima di otto diversi Ottomila. «Quando ero un signor nessuno. Ci aveva visto lungo. È stato lo sponsor di quasi mezzo secolo di alpinismo, italiano e straniero, ma non dava una mano solo con il denaro. Se poteva darti qualcosa te lo dava, anche solo una giacca, un maglione o due moschettoni».
Il nome di Longoni è impresso sulle vette più importanti di tutti i continenti. E i grandi dell’alpinismo hanno sempre risposto al suo invito. Migliaia di persone hanno riempito il piazzale del DF Sport Specialist a Bevera di Sirtori, per ascoltare gli stessi Messner e Moro, ma nel corso degli anni gli appuntamenti sono stati centinaia.
«Ha dato voce - ricorda Moro - a personaggi, famosissimi o meno, e ha dato dignità uguale a tutti. Chi l’ha visto fino all’ultimo momento, racconta di un uomo ancora in trincea, che portava avanti mille progetti. Adesso Daniela e Francesca, che già avevano preso in mano parte delle redini di tutta l’azienda, con la fortuna di avere un capocordata come il loro papà, adesso hanno questa responsabilità sociale. Quando si parlava di Longoni o di Sport Specialist, si parlava non solo di un’azienda, di un negozio, ma di una grandissima famiglia», chiude Moro.
Sergio Longoni ha continuato, fino all’ultimo giorno, a seguire le spedizioni degli atleti che sosteneva.
Lo confida Matteo Della Bordella, già presidente dei Ragni di Lecco. «C’era un rapporto diretto. Mi ha chiamato un mese e mezzo fa, dopo la mia salita invernale sul Cervino, per farmi complimenti. Era il 15 marzo, ed è stata l’ultima volta che l’ho sentito. Ci teneva: si congratulava, mi seguiva».
Anche Della Bordella, come Moro, ha fin da giovane ricevuto il supporto di Longoni. «È stata la prima persona che ha creduto in me. Nel 2007 ero un ragazzino, e non avrei neanche mai immaginato di diventare un alpinista. Fu allora che ricevetti la chiamata in cui mi disse che avrei fatto parte del team di testimonial di Sport Specialist. Era una persona buona e appassionata. Ma vedeva la passione anche negli altri, e faceva il possibile per aiutarli a realizzare i loro sogni; come ci era riuscito lui: mettendo impegno, tantissimo lavoro, fatica e determinazione. Se ne va una di quelle persone di cui il mondo ha bisogno».
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