Imbersago: il traghetto di Leonardo dal primo giugno porta anche le auto

Con la chiusura del ponte di Brivio sempre più pendolari scelgono di attraversare l’Adda in questo modo

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Non solo turisti sul traghetto di Imbersago. Tra chi sceglie questo mezzo per attraversare l’Adda, ci sono anche i lavoratori. Come, per esempio, Alberto Milani, artigiano del pennello che sulla sponda bergamasca, quasi in riva al fiume, ha il suo magazzino. «È tutta la settimana che, per andare a Merate, vado a Calolziocorte e poi torno indietro da Airuno. Oggi, siccome è sabato, ho tempo e ho deciso di scendere a Imbersago e attraversare il fiume sul traghetto, come si faceva una volta». Non mancano i turisti. Una coppia di amici ha deciso di farsi una passeggiata a piedi, con un tratto lungo la sponda lecchese e un’altro su quella bergamasca, con tappa al mercato di Calusco per comprare il formaggio. «Prendiamo il traghetto, andiamo di là sulla bergamasca dove dicono che dicono che l’aria sia migliore. Proseguiamo sull’altro versante passando in mezzo ai boschi fino al mercato di Calusco, quindi facciamo il ponte di Paderno e il gioco è fatto». Numeri in crescita che hanno spinto la pro loco, che si occupa di far funzionare il traghetto grazie a dieci barcaioli, cui presto se ne aggiungeranno altri tre o quattro, ad ampliare gli orari di funzionamento dopo un primo mese di maggio dai buoni risultati.

«Siamo partiti con una quindicina di abbonamenti che ora sono saliti a trenta - racconta Giovanni Ghislandi, uno dei dieci barcaioli. All’inizio, la traversata era riservata a pedoni, ciclisti e motociclisti. Dal 1° giugno introdurremo anche la novità del passaggio delle auto». «Fino all’altro giorno, non era possibile perché, in settimana, il traghetto si fermava alle 8 e può portare al massimo due automobili per volta - spiega il presidente Fabio Mapelli. - Grazie agli universitari che si sono resi disponibili per tutto giugno, in settimana il traghetto funzionerà dalle 7 alle 12 e dalle 14 alle 19, mentre nel week-end dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19». C’è chi scende al traghetto per saltare le code al ponte di Paderno, sempre più lunghe a causa della chiusura del viadotto di Brivio, ma è una scelta che possono permettersi soltanto quelli che non hanno fretta. «Il traghetto si pone naturalmente come alternativa lenta rispetto a quella che è la mobilità tradizionale su strada. Non pensiamo certo di essere concorrenziali rispetto a ponti chiusi, come nel caso di Brivio, o a quello di Paderno, che è a senso unico alternato», ammette Ghislandi. «Offriamo una possibilità in più alle persone. A meno meno di non organizzarsi». Come, per esempio, le ragazze bergamasche che giocano nella squadra di pallavolo di Brivio o alcuni lavoratori impiegati nelle aziende di Villa d’Adda che arrivano a Imbersago e dopo avere guadato il fiume, vengono raccolti dai colleghi che li portano in ufficio in fabbrica. «Qualcuno ha capito che si può attraversare il fiume anche in questo modo. Vedremo se il fenomeno, ora agli inizi, in autunno aumenterà. Forse - osserva Mapelli - per allora anche le aziende si organizzeranno con bus navetta». La maggior parte degli utilizzatori del traghetto sono turisti. «Specie nella bella stagione estiva primaverile, ne arrivano tanti - racconta Ghislandi. - Proprio per questo, oltre a saper manovrare il traghetto, noi barcaioli dobbiamo conoscerne la storia. Cerchiamo di raccontare un po’ quello che è il contesto locale, il funzionamento del traghetto, i cenni storici, non solo la figura di Leonardo da Vinci, ma anche passeggeri illustri del passato, il funzionamento, cenni sul fiume Adda. Tutte informazioni interessanti per quel turista che non cerca solo sensazioni ma vuole anche imparare qualcosa di nuovo sui luoghi che visita».

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