Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 28 Maggio 2026
In tanti a Brivio per l’ultimo saluto a Roberto Manzini
In tanti hanno dato l’ultimo saluto a Roberto Manzini, vittima di un incidente stradale. Il ricordo di amici e colleghi.
Lettura 1 min.Brivio
Tantissime persone questa mattina a Brivio per l’addio a Roberto Manzini, 35 anni, morto sul colpo nell’incidente stradale lungo la Sp 72 sabato notte, quando la sua automobile si è scontrata frontalmente con un veicolo che arrivava dalla direzione opposta.
C’erano gli amici con cui probabilmente, proprio quella sera a Cisano, dove era in corso una festa, Roberto aveva trascorso le sue ultime ore, tra chiacchiere e risate. C’erano i colleghi di lavoro del Mollificio Sant’Ambrogio di Cisano Bergamasco, dove il beveratese lavorava da parecchi anni. E c’erano anche i coetanei del paese, che lo conoscevano da sempre e che da sempre ne apprezzavano il carattere aperto e la grande disponibilità.
Tratti del carattere emersi uno dopo l’altro, timidamente ma con forza, dalle poche parole di addio che parenti e amici hanno voluto pronunciare al termine della messa funebre, celebrata da don Ottavio Villa, riassunti dalle ultime parole dei genitori, Lucia e Ferdinando: «Certi amori non finiscono. Certi amori diventano cielo».
Nella sua omelia, il parroco non ha potuto fare a meno di sottolineare come ogni morte sia «ingiusta». Tanto più quella che ha strappato all’affetto dei genitori, dei parenti, degli amici, un ragazzo come Roberto, che amava il suo lavoro e i suoi affetti. «L’avere portato via in pochi istanti a mamma e papà il proprio figlio è un’ingiustizia che però ora può accendere la speranza».
Roberto era un ragazzo solare, come ha ricordato un’amica, che ha preso la parola alla fine della funzione, parlando a nome dei tantissimi che si sono radunati in chiesa o fuori, sul sagrato. Troppo difficile raccontare qualcosa di quel ragazzo così aperto. L’amica ha solo accennato “ai sorrisi, alle chiacchierate, alle risate”, ricordando che Roberto aveva “un cuore buono” e che “c’era sempre per tutti e non si tirava mai indietro” se qualcuno gli chiedeva aiuto.
Tra loro, forse, anche qualcuno di quelli che hanno voluto portare la bara a spalla, accompagnando l’amico nel suo ultimo viaggio, mentre gli altri, con gli occhi arrossati dal pianto e lo sguardo perso nel vuoto, scioglievano il loro dolore in un lungo applauso.
Mentre il feretro si allontanava verso il cimitero, tanti hanno voluto manifestare alla famiglia il loro dolore. Tra questi anche un uomo di 65 anni che, forse per il caldo o per l’emozione, si è accasciato a terra, perdendo i sensi.
Subito è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Dall’ospedale di Merate è così arrivata in pochi minuti un’ambulanza, con i sanitari che hanno prestato i primi soccorsi sul posto. Dopo qualche minuto, l’uomo è quindi stato caricato in ambulanza e trasportato per ulteriori accertamenti al pronto soccorso di Merate mentre la folla si scioglieva.
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