Incidente aereo tra Cino e Mantello, l’Ansv: «Non fu un bird strike»

Pubblicata la relazione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo sull’incidente del febbraio 2025 che coinvolse il velivolo Risen SV. Secondo gli esperti, il cedimento del plexiglass sarebbe stato causato da elevate sollecitazioni aerodinamiche durante il tentativo di record di velocità. Non da bird strike e probabilmente neanche dall’impatto con un drone

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Cino

È stata pubblicata in questi ultimi giorni la relazione d’inchiesta dell’Agenzia nazionale della sicurezza del volo, in merito all’incidente aereo verificatosi il 28 febbraio dello scorso anno al confine fra Cino e Mantello, sopra le case di località Torchi, per nulla interessate, va detto, dall’impatto al suolo del velivolo Risen sv superveloce motore 916 della “Porto aviation group” con sede a Cremella, in provincia di Lecco.

Velivolo partito alle 6.36 dall’aviosuperficie di Alzate Brianza (Como), con a bordo il pilota, costruttore e produttore del velivolo, Alberto Porto, 58 anni, origini argentine, ma in Italia da tempo, e sua moglie Saby David, 43 anni, allo scopo di stabilire un nuovo record mondiale di velocità. Entrambi, precisa l’Agenzia della sicurezza del volo «non indossavano un casco con visiera che avrebbe potuto proteggerli di più in seguito alla rottura del plexiglass del canopy», non obbligatorio, ma che ora l’Agenzia chiede al Ministero dei Trasporti di rendere tale ai piloti anche di ultraleggeri, così come chiede si stabilisca un tetto all’altezza massima raggiungibile per velivoli di questo tipo.

Quel che maggiormente rileva, però, è il risultato cui è giunta l’Agenzia in merito alle cause di questo incidente aereo avvenuto intorno alle 7.04 quando il velivolo si trovava a poco più di 16mila piedi e, secondo il racconto fornito dal pilota, avrebbe impattato con un corpo estraneo. «Un oggetto che, con la coda dell’occhio, ritengo fosse di colore bianco-grigio chiaro» aveva detto il pilota precisando aver colpito la parte anteriore del plexiglas, mandandolo in frantumi, facendo entrare aria in cabina, provando la perdita delle cuffie per comunicare con la torre di controllo, delle cannule per l’ossigeno, delle telecamere e del registratore di bordo.

Di fatto non si sa, quindi, di preciso cosa sia successo, ma questo oggetto che secondo il pilota avrebbe colpito il plexiglas era stato letto come un uccello o un drone. Si era quindi parlato di bird strike, impatto con un volatile, o, appunto, con un drone, tesi che però l’Agenzia nazionale non sposa. «In accordo con la letteratura scientifica – è scritto nella relazione -, l’area dell’incidente può essere interessata dalla presenza di piccoli volatili fino a circa 17000 piedi. Tuttavia, non sono state rilevate tracce o residui di volatili all’interno della cabina, sulle superfici esterne del velivolo e sull’elica. Non sono stati rinvenuti corpi esterni o parti non attribuibili all’aeromobile stesso.»

E anche per quanto riguarda il drone l’Agenzia è scettica. «Pur esistendo droni in grado di raggiungere tali altitudini, questi non sono comuni e non è un utilizzo frequente di droni quello di volare ai livelli interessati dell’incidente – è scritto -. Pertanto, pur non essendo una ipotesi escludibile a priori, la si ritiene meno probabile».

Il cedimento del plexiglass, quindi, per l’Agenzia sarebbe da attribuire «all’applicazione di carichi aerodinamici elevati e ripetuti in diverse occasioni di volo di prova». Cioè dal fatto di aver spinto molto sulla velocità proprio per testare il record oltrepassando il limite di almeno 30 nodi. Atteso che il limite è 205 nodi, il velivolo era proiettato verso i 240 e a questa velocità il plexiglass, non sottoposto tra l’altro ad analisi strutturali specifiche, non avrebbe retto.

Giudicata in linea con le procedure poi la condotta tenuta dal pilota in sede di “atterraggio” avvenuto su alcune piante e un terreno di Cino. Osservazioni, queste, puramente tecniche e che nulla hanno a vedere con la ricerca di colpe e responsabilità. Di ciò si occupa la Procura della Repubblica di Sondrio che ha aperto un’inchiesta per disastro aviatorio colposo e lesioni colpose. A rimanere feriti furono pilota e passeggero del mezzo.

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