Merate, arriva il custode sociale nelle case Aler

Un custode sociale per gli inquilini delle case Aler di via Sant’Ambrogio a Merate. Il progetto, finanziato dall’Ambito e affidato alla cooperativa ABCittà, partirà nelle prossime settimane e durerà un anno. La nuova figura farà da ponte con Aler e promuoverà attività e rapporti di vicinato tra una trentina di nuclei familiari.

Lettura 1 min.

Merate

Un custode sociale per le case Aler di via Sant’Ambrogio. La nuova figura, voluta dall’amministrazione comunale e in particolare dall’assessore ai Servizi sociali Valeria Marinari, arriverà a breve e diventerà il punto di riferimento per tutti gli inquilini che abitano il caseggiato. «Compito del custode sociale, che sarà presente alcuni giorni a settimana in determinati orari nei locali fino a qualche tempo fa occupati dall’associazione L’altra metà del cielo in via Sant’Ambrogio - spiega l’assessore - sarà fare da ponte tra gli inquilini ma anche organizzare attività di animazione e gestire i rapporti tra i residenti, favorendo la socialità». Il progetto, finanziato dall’Ambito, prevede che il servizio venga gestito dalla cooperativa ABCittà di Monza e che duri un anno.

Nella struttura di via Sant’Ambrogio, di proprietà del Comune ma gestita attraverso Aler, abitano una trentina di nuclei famigliari. «Si tratta di una realtà piuttosto variegata - osserva Marinari. - Ci sono nuclei storici, ma anche nuove assegnazioni. Da più parti è arrivato il desiderio di armonizzare i rapporti di corte. La struttura di via Sant’Ambrogio, così come le altre di proprietà comunale sul territorio di Merate, ha questa precisa caratteristica». L’idea era stata prospettata ai residenti già lo scorso anno. A febbraio, poi, l’assessore aveva incontrato gli inquilini dei vari nuclei. Nei faccia a faccia erano emerse molte questioni. La prima riguardava la carenza di manutenzione degli immobili. La seconda, ancora più sentita, la difficoltà di far arrivare a chi di dovere le segnalazioni sui problemi dei caseggiati. Da lì era nata l’idea di una figura “ponte”, capace di migliorare i rapporti tra gli inquilini e l’Aler raccogliendo osservazioni e richieste.

A questa attività il custode ne affiancherà altre, che saranno definite nelle riunioni in programma a brevissimo, prima dell’avvio del progetto. Tra le principali, la creazione di rapporti di vicinato, in modo che i residenti possano contare gli uni sugli altri in caso di bisogno. L’amministrazione guarda già oltre la fase sperimentale, che riguarda solo via Sant’Ambrogio. «Se dopo questo esperimento i risultati saranno quelli attesi - afferma l’assessore - se cioè ci sarà un riscontro e un interesse da parte dei residenti, come amministrazione comunale cercheremo i fondi per prolungare l’esperimento, estendendolo eventualmente anche alle altre nostre realtà in via Roma, in via Annunziata e in via Quintaberta». In municipio contavano su tempi di attivazione più brevi. Dopo oltre un anno di passaggi, l’avvio è ora atteso nel giro di poche settimane, subito dopo le riunioni preliminari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA