Cronaca / Merate e Casatese
Venerdì 02 Ottobre 2026
Merate, in centro sempre più negozi chiusi: «Il Comune non resti passivo»
Dalla pellicceria di piazza Vittoria al negozio di abbigliamento tra piazza Prinetti e via Trento, continua il calo delle attività commerciali. Il capogruppo di Prospettive per Merate Massimo Panzeri interroga la giunta
Lettura 1 min.Merate
Gli ultimi due della lista sono il negozio di pellicce in piazza Vittoria e quello di abbigliamento femminile, all’angolo tra piazza Prinetti e via Trento. Ma l’elenco delle serrande dei negozi che si sono abbassate negli ultimi anni nelle vie del centro di Merate è lungo. E pare essere destinato ad allungarsi ulteriormente entro la fine dell’anno, in seguito alla scelta di altri commercianti di cessare l’attività.
Per questo, Massimo Panzeri, capogruppo di Prospettive per Merate, ha depositato un’interrogazione con la quale vuole anzitutto capire qual è la situazione, partendo dai numeri, per poi sollecitare interventi, per quanto possibile, da parte degli amministratori in carica. «Non è certamente una responsabilità diretta dell’amministrazione quello che sta accadendo. Tuttavia, chiediamo che non sia un soggetto passivo ma che attivi leve dal punto di vista tributario e operi per agevolare le aperture di nuove attività».
Panzeri riconosce che «la crisi delle attività di vicinato è un fenomeno generale ma la nostra amministrazione non deve rimanere passiva di fronte alla desertificazione dei centri. Che cosa potrebbe fare? Introdurre agevolazioni fiscali come esenzione Tari per i primi anni di attività, riduzione Imu per i proprietari che decidono di affittare locali sfitti o promuovere altre iniziative che possano agevolare il ricambio o apertura di nuove attività commerciali».
Avere un quadro preciso della situazione attuale è però un imprescindibile punto di partenza. Da qui la sollecitazione all’assessore al Commercio Giampiero Airoldi di fornire i dati. Prospettive per Merate vorrebbe sapere quanti sono i negozi che hanno chiuso negli ultimi due anni e quanti invece hanno aperto, zona per zona. Chiede quindi quanti sono i locali commerciali sfitti e se gli amministratori hanno pensato a qualche forma di agevolazione in previsione dell’imminente bilancio 2027.
Tra le proposte della minoranza, quella di creare un albo dei locali commerciali sfitti, realizzando poi una piattaforma che agevoli il contatto tra i proprietari e gli interessati ad affittare o acquistare ma c’è anche quella di ipotizzare accordi con associazioni di categoria, istituti di credito, proprietari immobiliari o altri soggetti per costruire un pacchetto di agevolazioni che faciliti coloro che scelgono di aprire una nuova attività nei locali oggi vuoti.
Tra i suggerimenti che la minoranza regala agli amministratori anche quello di pensare a specifiche iniziative per la promozione delle vie commerciali, con un calendario annuale di iniziative, eventi e manifestazioni che coinvolga direttamente commercianti e associazioni di categoria. «Ogni volta che chiude un negozio - conclude Panzeri - si perde un pezzo di socialità. È vero che in alcuni casi arrivano altre attività, ma si tratta per lo più di attività di servizio, che non possono essere comparabili con i normali negozi di vicinato».
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