Olgiate Molgora, Casa dei Ragazzi riflette sul linguaggio della disabilità: «Le parole costruiscono identità»

Oltre 50 partecipanti al convegno “Curare le parole”, promosso da Casa dei Ragazzi IAMA. Al centro il ruolo della comunicazione nell’aprire opportunità e superare barriere. Protagonisti anche l’artista Giancarlo Carli, con la sua prima mostra personale, e la performance teatrale “La lingua dei miei occhi”.

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Olgiate Molgora

«Prima c’era inserimento, poi integrazione, poi inclusione. Pensiamo alle parole.» È partendo da questa provocazione di Claudio Imprudente, presidente onorario del Centro Documentazione Handicap di Bologna, che Casa dei Ragazzi IAMA ha costruito il convegno “Curare le parole. Linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità”. Oltre 50 persone si sono ritrovate nella sala polivalente San Zeno di Olgiate Molgora per il convegno: Familiari, operatori, rappresentanti di Ats, dei Comuni limitrofi e dell’Ambito di Merate hanno partecipato a un pomeriggio di confronto centrato su una domanda di fondo: quale ruolo hanno le parole e le relazioni nel costruire le opportunità di vita delle persone con disabilità? Il filo conduttore è emerso con chiarezza: le parole non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a costruirla. Possono aprire possibilità o diventare barriere che limitano desideri e aspirazioni.

A moderare i lavori è stata Elena Zanfroni, professoressa ordinaria di Didattica e Pedagogia speciale alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che già nel 2023 aveva partecipato al primo convegno dell’ente. Il primo intervento è stato di Silvia Maggiolini, docente alla stessa università, con una panoramica sull’evoluzione del linguaggio legato alla disabilità: “Parole in circolo. Inclusione e inclusività tra evoluzioni semantiche e pratiche educative”. A seguire, tre professioniste che lavorano quotidianamente nelle residenze per persone con disabilità di Casa dei Ragazzi: le logopediste Irene Redondi e Sara Pagani e la psicologa Mara Colnago. Hanno illustrato gli strumenti e le modalità di comunicazione adottati, individuati e personalizzati per ciascun ospite. Il pomeriggio ha avuto anche due momenti nei quali le persone con disabilità sono state protagoniste della vita culturale. Grande interesse ha suscitato la prima mostra personale di Giancarlo Carli, conosciuto come Lombardino, ospite delle residenze di Casa dei Ragazzi IAMA. Pittore di lunga attività, ha presentato al pubblico le proprie opere e, alla presenza del sindaco di Olgiate Molgora Giovanni Battista Bernocco, ha espresso un desiderio concreto: esporre i suoi lavori nella sala consiliare del Comune. Intensa è stata anche la performance teatrale “La lingua dei miei occhi”, proposta da Sarah Leveraro insieme alle educatrici e alle persone del Centro Socio Educativo. Attraverso sguardi, gesti e presenza reciproca, lo spettacolo ha ricordato che comunicare non significa soltanto parlare e che l’assenza di parole non coincide con l’assenza di pensieri o emozioni. «Le parole non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono anche a definirla e, in qualche modo, a costruire l’identità delle persone di cui parliamo - ha spiegato Marta Mozzanica, responsabile Area Sociale e Formazione di Casa dei Ragazzi IAMA. - Per questo abbiamo scelto di fermarci a riflettere sul valore e sulla responsabilità del linguaggio che utilizziamo ogni giorno.»

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