Olgiate Molgora, lunedì i funerali di don Giancarlo Cereda

«Una guida, un punto di riferimento e una presenza preziosa per la nostra comunità», così viene ricordato il sacerdote scomparso venerdì a 85 anni

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Olgiate Molgora

Lunedì, quando saranno celebrati i funerali di don Giancarlo Cereda, 85 anni, in paese sarà lutto cittadino. Già da venerdì, in municipio le bandiere sono a mezz’asta. Una scelta che esprime quanto Don Giancarlo fosse amato da tutti. Nelle scorse ore, in seguito alla diffusione della notizia della sua improvvisa scomparsa, tanti ne hanno voluto ricordare l’impegno e la passione che metteva in ogni iniziativa, sia che si trattasse di promuovere qualche nuovo progetto a favore degli immigrati (lo sportello ascolto) o dei bisognosi della parrocchia (le raccolte alimentari e non solo) o dei giovani (il Jacky pub) sia che si trattasse di ottenere fondi dal Comune. ù

Il vice sindaco Matteo Fratangeli ne rammenta lo «spirito arguto, l’altruismo instancabile I dirigenti del Gs San Zeno lo ricordano come «una guida, un punto di riferimento e una presenza preziosa per la nostra comunità». Capace di guidare «con semplicità, disponibilità e affetto... generazioni di bambini, ragazzi e famiglie». Il don, arrivato a Olgiate Molgora 32 anni fa, era un motivatore, come traspare dalle parole di Lorenzo Brusetti, fondatore con Massimo Cogliati e Luca Pirovano, del giornalino parrocchiale “Bru.Co”, che lo ricorda come un uomo «pieno di inventiva, addirittura incosciente nel prendere iniziative, perché sapeva che dietro le sue spalle c’era la Provvidenza».

Per Simone Rocca, don Giancarlo «era una presenza capace di coniugare autorevolezza e vicinanza. Conosceva le persone, ne ricordava i volti, le storie, le fatiche e le gioie. Nessuno era anonimo ai suoi occhi. Aveva una straordinaria capacità di coinvolgere gli altri nella vita della comunità. Bastava manifestare una minima disponibilità perché riuscisse a trasformarla in impegno concreto». Concetti ribaditi anche da Luigi Gasparini, presidente della cooperativa Solleva che sottolinea come il don abbia favorito «la nascita e lo sviluppo di diverse realtà operative dedicate all’accoglienza delle persone più bisognose», essendo «sempre speso in prima linea per le vittime di devianze e per chiunque si trovasse ai margini». Da ieri la camera ardente è allestita nell’oratorio San Giuseppe.

Lunedì 15, invece, i funerali si svolgeranno nella sua chiesa a San Zeno.

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