Ponte San Michele, nasce la rete “Occhio al ponte”: prima uscita il 18 aprile

L’obiettivo è rivedere il progetto del nuovo ponte sull’Adda e promuovere la costruzione di un nuovo viadotto che sia sostenibile per i paesi che lo ospitano e che non danneggi irreversibilmente il territorio. Prevista una fiaccolata simbolica per sensibilizzare sul tema.

Paderno d’Adda

È nata la rete “Occhio al ponte” che vuole unire cittadini, associazioni, comitati, imprese, partiti ed enti locali per salvaguardare il Ponte San Michele, che unisce le due sponde dell’Adda.

Il 18 aprile la prima manifestazione.

Ci si riunirà in via Airoldi, a Paderno d’Adda alle 18, dove si terrà un confronto pubblico che si concluderà al tramonto con una fiaccolata simbolica per abbracciare il ponte.

«Chiediamo con forza un ponte che sia sostenibile per i paesi che lo ospitano, il cui posizionamento risponda alle necessità di chi i nostri territori li attraversa e di noi che li viviamo», scrivono gli organizzatori.

Qualche mese fa, alla fine del dibattito pubblico, si è infatti deciso di costruire il nuovo ponte a fianco del San Michele nonostante il parere contrario di tutto il territorio, dai cittadini alle amministrazioni locali. Sul viadotto, oltre al traffico auto, continuerà a passare anche il traffico ferroviario, a cui si aggiungerà anche quello merci.

«Ci mobiliteremo perché la costruzione del nuovo ponte non comporti danni irreversibili al nostro territorio - spiegano gli organizzatori - e perché la sua bellezza, la qualità della vita nei nostri paesi, rimanga anche per le generazioni che verranno».

Le perplessità di tutti quelli che si sono opposti alla soluzione proposta da Rfi e appoggiata da Regione Lombardia sono state rafforzate dai primi risultati degli studi sul traffico. In base ai dati preliminari si arriva alla conclusione che la «soluzione (proposta, ndr.) non determinerebbe benefici significativi in termini di fluidità della circolazione. Al contrario, emergono incrementi rilevanti dei flussi veicolari e un aumento della congestione sulle reti locali, anche in conseguenza dell’apertura del nuovo attraversamento al traffico dei mezzi pesanti, oggi interdetto sul Ponte San Michele, con impatti diretti sulla qualità della vita, sull’inquinamento atmosferico e acustico e sulla sicurezza dei centri abitati».

La rete chiede che «si proceda a una revisione del progetto e alla valutazione di soluzioni alternative per l’attraversamento dell’Adda, che rispettino la nostra storia, l’ambiente e il benessere delle nostre comunità».

In sintesi, “Occhio al Ponte” non si oppone a un nuovo ponte, riconosciuto come necessario. Chiede che venga collocato in una posizione diversa, valutato in una visione territoriale più ampia, per ridurre gli effetti sui centri abitati.

Per aderire alla rete o essere informati su tutte le iniziative che saranno promosse nei prossimi mesi è possibile scrivere alla email [email protected], seguite il blog: https://insiemeperilpontesanmichele.blogspot.com oppure la pagina Facebook Occhio al Ponte.

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