Trampolino sull’Adda rimosso a Brivio: l’intervento delle Gev per evitare che qualcuno si facesse male

Il Parco Adda Nord ha rimosso la struttura dopo un sopralluogo delle guardie ecologiche. La decisione segue l’assenza di autorizzazioni ufficiali.

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Brivio

Il trampolino del Toffo a sbalzo sull’Adda è stato rimosso per evitare che qualcuno si facesse male.

Lo precisa il Parco Adda Nord, all’indirizzo del quale numerosi utenti dei social hanno indirizzato insulti per l’inaspettata decisione di smontare il manufatto presente da oltre quarant’anni, in seguito a un sopralluogo eseguito dalle Gev, guardie ecologiche volontarie.

«Le guardie ecologiche volontarie del Parco Adda Nord - precisa l’ente che ha sede a Trezzo d’Adda - svolgono tutte queste attività di vigilazione ambientale e tutela del territorio in modo gratuito, pur operando come pubblici ufficiali con funzioni di polizia amministrativa: agiscono, nello spirito della loro missione, più sul lato della prevenzione che non quello della sanzione, come anche è avvenuto nel caso di Brivio».

Il parco sottolinea il fatto che quella di Brivio era «una struttura abusiva e artigianale usata come trampolino sulla sponda fluviale da chiunque. A seguito di una segnalazione è stato fatto un sopralluogo, un accertamento e una segnalazione alla responsabile del servizio, che prima di avviare un procedimento più grave ha a sua volta richiesto al Comune e alla Autorità regionale l’eventuale autorizzazione del manufatto. Nel momento in cui è stato riscontrato che nessuno aveva rilasciato alcuna autorizzazione e che quindi nessuno poteva prendersi in carico la responsabilità di quel manufatto, quest’ultimo è stato rimosso».

Infine, il parco sottolinea come l’intervento effettuato dalle Gev rientri nell’alveo delle loro competenze che, specie nella stagione estiva, consiste in attività «di supporto ai Comuni nel far rispettare le ordinanze del sindaco di divieto di balneazione, di collaborazione con le polizie locali nella prevenzione degli annegamenti sempre troppo frequenti, nel contenimento degli effetti del turismo balneare, nella prevenzione del rischio incendi».

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