Rovagnate, è guerra all’antenna Iliad: 130 cittadini chiedono 15 milioni di danni

L’antenna è già stata realizzata e raggiunge i 36 metri d’altezza. Un gruppo di cittadini, assistito dall’avvocato Andrea Fontana, contesta l’autorizzazione e chiede al Comune di intervenire

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La Valletta Brianza

L’antenna Iliad svetta già in via Papa Giovanni XXIII in località Rovagnate con i suoi 36 metri d’altezza ma su di essa pende come una spada di Damocle una doppia diffida inviata da un avvocato di Milano, a cui si è rivolto un nutrito gruppo di cittadini.

Attraverso Andrea Fontana, i cittadini vorrebbero infatti che il Comune revocasse, per tutta una serie di ragioni, l’autorizzazione concessa alla compagnia telefonica e prospettano una richiesta di risarcimento danni per ora stimata in circa 15 milioni di euro.

La diffida, arrivata in municipio il 24 ottobre, è la seconda spedita dall’avvocato, dopo che la prima, inviata il 20 ottobre, non aveva ottenuto riscontro.

Nella sua contestazione, l’avvocato mette in fila tutta una serie di mancanze che inficerebbero il procedimento amministrativo.

Si contesta anzitutto il via libera alla realizzazione di un’infrastruttura che risulterebbe incompatibile con il paesaggio. La commissione paesaggio, che ha esaminato la pratica, si è limitata a due prescrizioni minimali, tra l’altro non rispettate, come il colore del pilastro e la raccomandazione di piantare noccioli tutt’attorno all’antenna. Manca del tutto, secondo il legale, la motivazione sul perché sia stata autorizzata un’antenna di fatto alta 12 piani.

Fontana denuncia anche il mancato sopralluogo e l’assenza, tra l’altro, del parere della Soprintendenza, che il Comune avrebbe valutato come silenzio-assenso.

Un’altra contestazione riguarda il pozzo dell’acqua potabile. L’area dove è stata realizzata l’antenna ricade nella fascia di rispetto di 200 metri.

Per tutti questi motivi, ha chiesto all’amministrazione del sindaco Alberto Valli di sospendere l’efficacia dell’autorizzazione, impedire altri lavori, fare un sopralluogo urgente, avviare l’annullamento e, se ci saranno i presupposti, la rimozione anche d’ufficio dell’antenna.

L’avvocato Fontana osserva che la necessità di una copertura telefonica in zona deve essere fondata su una corretta istruttoria degli atti e, comunque, con il rispetto di tutti i diritti privati coinvolti.

Poi, c’è il capitolo relativo alla richiesta danni. Contro l’antenna Iliad si è infatti costituito un comitato che ad oggi ha già registrato oltre 130 adesioni di cittadini che ritengono di essere stati danneggiati e che, per far valere i propri diritti, si riuniranno a giorni in assemblea pubblica.

Il legale osserva che la realizzazione dell’antenna ha provocato una immediata ed ingente svalutazione degli immobili di chi vive non solo nelle immediate vicinanze e stima un possibile danno complessivo di «non meno di Euro 15 milioni di euro», considerato che gli immobili hanno un valore medio presunto di 500 mila euro.

La richiesta danni è stata avanzata all’amministrazione comunale, con riserva di estenderla a Iliad e ad ogni altro soggetto che dovesse risultare responsabile.

Dal canto suo, l’amministrazione, che aveva concesso alla compagnia telefonica l’autorizzazione a procedere, ad oggi non ha ancora riscontrato le contestazioni che le sono state rivolte e si è rivolta ad un legale per acquisire un parere sulla vicenda.

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