Cronaca / Merate e Casatese
Domenica 03 Maggio 2026
Trovate a Brivio bombolette di gas esilarante, la droga della risata
Un preoccupante fenomeno in crescita. L’allarme dall’associazione Plastic free
Brivio
Ancora ritrovamenti di bombolette di protossido di azoto nelle aree verdi del Meratese. L’ultimo episodio risale a sabato, quando al Molinazzo di Brivio, sotto un albero, sono state rinvenute alcune bombolette vuote della cosiddetta “droga della risata”. Il ritrovamento è stato effettuato dai volontari di Plastic Free, impegnati da tempo nella pulizia delle aree verdi del territorio, liberandole da cartacce e rifiuti di vario genere. L’allarme, però, non è soltanto ambientale, ma anche sociale. Sempre più spesso, infatti, i volontari che operano nei boschi, nei parchi e nelle zone più isolate si imbattono in bombolette abbandonate, verosimilmente utilizzate da giovani in cerca di uno sballo facile. A segnalare un fenomeno in crescita è Ornella Pozzoni, referente dell’associazione per il Meratese. «Questi rifiuti – spiega – raccontano un disagio giovanile profondo, ancora poco discusso, ma sempre più visibile sul territorio. Il protossido di azoto, utilizzato in ambito sanitario e industriale, è noto come “gas esilarante” per i suoi effetti. Tuttavia, l’uso come sostanza stupefacente può provocare danni anche gravi all’organismo, fino a conseguenze letali». «Dopo l’utilizzo improprio – prosegue – le bombolette vengono spesso abbandonate, comparendo con crescente frequenza in boschi, parcheggi e aree verdi. Si tratta di un problema in aumento: sono utilizzate soprattutto da adolescenti e giovani per ottenere uno sballo rapido ed economico, ma rappresentano un rischio concreto sia per la salute sia per l’ambiente». Plastic Free segnala come il fenomeno sia in espansione: durante le attività di raccolta rifiuti, i volontari riscontrano sempre più spesso la presenza di bombole di protossido di azoto in parchi pubblici, zone industriali e spazi naturali. Prima del ritrovamento di sabato, la stessa Pozzoni aveva già segnalato un caso analogo, particolarmente consistente, lungo il Pedaladda ad Airuno.
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