Barzago diventa Betlemme per un giorno

Centrotrenta comparse hanno animato una rappresentazione imponente: salto indietro di duemila anni. L’itinerario si è dipanato rievocando antichi mestieri: lavandaie, pescatori, mercanti. Tanti i bambini protagonisti

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Barzago

Centotrenta comparse hanno animato oggi una tra le rappresentazioni della Natività più imponenti, che negli ultimi anni si va affermando nel territorio per la vasta, corale partecipazione dell’intera comunità e per la qualità delle ricostruzioni.
Il presepe vivente in costume ha animato il complesso parrocchiale, tra il sagrato della chiesa, l’asilo e l’oratorio, valorizzando la collocazione soprelevata rispetto alle vie circostanti e, così, ricreando la Betlemme dei tempi di Gesù nel centro del paese ma, al tempo stesso, in uno spazio che è parso quasi fuori del tempo. Il folto pubblico ha cominciato ad accedere alle 16.30, percorrendo un itinerario tra ambientazioni diverse, a patire dall’antica scala in pietra oltre la quale i visitatori si sono ritrovati in un altro mondo; passando dall’asilo, scivoli e giostrine si presentavano camuffati con teli, così da simulare anch’essi uno sfondo, a mo’ d’accampamento romano. La via verso la capanna era accompagnata da una poesia, su pergamena: «Andiamo alla grotta con passo solerte, lì c’è Gesù che ci aspetta a braccia aperte; il bimbo nella culla fa nascere amore anche dal nostro essere nulla».
Tra l’Annunciazione e la Natività, l’itinerario si dipanava attraverso la porta di Betlemme, rievocando antichi mestieri: lavandaie, pescivendoli, pescatori di anime, mercanti di stoffa, di spezie e di frutta, pastori, rilegatori di manoscritti; la vita pulsava negli uffici dei funzionari, anzitutto quello del censimento, nella locanda per ricchi, dove Maria e Giuseppe non sarebbero stati accolti, nel sontuoso castello di re Erode. Tanti i bambini coinvolti nella sacra rappresentazione e molti i volontari senza dei quali non sarebbe riuscita, laboriosi dietro le quinte. Tra gli attori, anche il parroco don Fabrizio Crotta, quest’anno nelle vesti di centurione. Per il pubblico una candela e una piccola pergamena, consegnata dagli angeli, e vasetti con semi, da far germogliare .

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