Dolzago, sversato gasolio nel Gandaloglio: indagini in corso

La sostanza è finita nel fiume attraverso un piccolo affluente. Arpa ha effettuato i prelievi, il Comune acquisirà le immagini delle telecamere per individuare i responsabili.

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Dolzago

Un grave sversamento di gasolio è avvenuto nel fiume Gandaloglio attraverso un piccolo affluente: da parte delle autorità si è verificato prontamente l’intervento, attualmente sono in corso le indagini ed è netta la condanna dell’episodio da parte del sindaco, Paolo Lanfranchi. «In serata, intorno alle 21.30 - riferisce quest’ultimo - alcuni residenti di via Parini hanno avvisato i Vigili del fuoco perché si percepiva nella zona un fortissimo odore, riconducibile appunto a gasolio, proveniente dal fiume». Via Parini è la strada che arriva fino al municipio, scendendo dall’oratorio. «Sostanzialmente - ribadisce Lanfranchi - gli abitanti avevano già chiamato i Vigili del fuoco, ma poi hanno avvisato anche me e siamo andati quindi tutti sul posto. Con i Vigili del fuoco abbiamo trovato effettivamente tracce di questo sversamento di materiale, che è sembrato, all’olfatto, gasolio, però ovviamente serviva approfondire adeguatamente la vicenda». Entrando più nel dettaglio, Lanfranchi spiega come è avvenuta la successiva ricostruzione: «Lo sversamento è avvenuto in via Dante, nei pressi della sede della Protezione civile, nel bosco che si trova accanto. La sede è in via Dante al numero 2. Sostanzialmente, appunto, con i Vigili del fuoco abbiamo individuato il punto esatto nel quale è stata versata la sostanza, che è concretamente un rigagnolo, il quale poi va a immettersi nel Gandaloglio.

Sul posto è stata fatta intervenire anche un’autoambulanza, che è stata allertata per verificare che non ci fossero persone che si fossero sentite male per il persistente odore; non ci sono stati episodi di malessere, sono stati controllati un po’ di residenti, però era fortunatamente tutto a posto. Personalmente ho avvertito l’agenzia regionale per l’ambiente Arpa, che è arrivata sul posto e ha fatto dei prelievi. I rilievi sono stati eseguiti anche con le sonde: l’ossigenazione dell’acqua era buona, il pH non era particolarmente alterato, non ci sono stati episodi di pesci morti all’interno del fiume, a parte che di pesci - osserva Lanfranchi - ne sono rimasti in generale ben pochi nel Gandaloglio. Attualmente siamo in attesa degli esiti delle analisi dell’Arpa, tuttavia visto che persisteva l’odore nella zona, abbiamo chiamato una ditta di spurghi per rimuovere dal livello superficiale dell’acqua la sostanza, che è stata raccolta, e realisticamente dovrebbe trattarsi proprio di gasolio, non buttato direttamente nel torrente - è la conclusione raggiunta da Lanfranchi - ma probabilmente è stato utilizzato per pulire qualcosa e poi è stato riversato in quel rigagnolo, che va a confluire nel Gandaloglio. Da parte mia, non posso che condannare apertamente un episodio, particolarmente grave e tanto più in questo periodo, in cui c’è davvero poca acqua nel letto del fiume: fare una cosa del genere aggrava ulteriormente la situazione, è un gravissimo gesto a danno dell’ ecosistema, che mi lascia davvero esterrefatto. Naturalmente faremo delle verifiche con le telecamere del sistema di videosorveglianza comunale per vedere se ci siano stati movimenti anomali nella zona e andare così giustamente a identificare e perseguire la persona o le persone responsabili di questo fatto, ripeto gravissimo».

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