Suello, mercoledì l’addio a Donato Frigerio: scomparso dopo un malore al lago

Sono stati i nipoti a lanciare l’allarme: il 65enne era infatti inizialmente in acqua nel tratto davanti alla spiaggia del Nautilus, per cercare refrigerio, mentre i ragazzini erano a riva. Ad un certo punto, non lo hanno più visto.

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Suello

Sarà celebrato mercoledì pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Suello, il funerale di Donato Frigerio, 65 anni, deceduto lunedì in seguito a un malore avvenuto al Moregallo di Mandello: i soccorritori lo hanno trovato a circa tre metri dalla linea di costa, semisommerso, dopo un periodo di ricerche. L’uomo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale “Manzoni” di Lecco, ma lì è deceduto, dopo il ricovero.

A Suello, Frigerio era molto conosciuto, pur senza appartenere al mondo dell’associazionismo o avere mai ricoperto cariche pubbliche. Lascia nel dolore la moglie e due figlie, una delle quali abita a Suello, accanto alla casa dei genitori: proprio con i suoi due figli, Donato Frigerio si trovava lunedì al lago (l’altra figlia di Frigerio si è trasferita da Suello da diversi anni). Sono stati i nipoti a lanciare l’allarme: il 65enne era infatti inizialmente in acqua nel tratto di lago davanti alla spiaggia del Nautilus, per cercare refrigerio, mentre i ragazzini erano a riva. Ad un certo punto, non lo hanno più visto.

Dalla Capitaneria di porto sono stati subito mobilitati i Vigili del fuoco, intervenuti con un gommone; i sanitari di Areu sono arrivati con l’eliambulanza, lavatasi in volo da Como, e i volontari della Croce Rossa da Lecco. Sul posto, anche i carabinieri. Probabilmente, il 65enne ha accusato un malore. Donato Frigerio era in pensione, ma aveva lavorato in una cartiera e poi per l’Ats in qualità di autista. Il suo decesso ha lasciato sconcertata la comunità, non solo perché il paese di Suello è molto piccolo e, quindi, pressoché tutti hanno legami di parentela o di conoscenza, ma anche perché Frigerio era noto per essere un tipo sportivo e decisamente in forma. Al Moregallo, una volta individuato e tratto a riva, è stato sottoposto alle manovre rianimatorie, ma non ha mai ripreso conoscenza e anche il trasferimento d’urgenza in ospedale a Lecco è stato vano.

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