Garbagnate, stop agli allagamenti nel sottopasso della 36: partiti i lavori

Iniziato l’incanalamento della roggia Marcione per prevenire le inondazioni del sottopasso della statale 36 a San Martino. Un intervento da un milione di euro per migliorare la gestione delle acque piovane.

Garbagnate Monastero

Sono iniziati i lavori per l’incanalamento della roggia Marcione, fondamentali per prevenire i frequenti allagamenti del sottopasso della Statale 36 in zona San Martino, in territorio di Garbagnate Monastero, durante gli eventi meteorologici di forte intensità. A occuparsene, su incarico di Anas, è l’impresa Roads Srl di Potenza.

Il sindaco di Garbagnate, Mauro Colombo, «a nome di tutta l’amministrazione comunale» esprime «un sentito ringraziamento alla dirigenza Anas di Milano e a tutti i tecnici coinvolti, per l’impegno dimostrato per arrivare a questo punto. L’opera, una volta completata, consentirà di migliorare significativamente la gestione delle acque piovane, riducendo il rischio di allagamenti e garantendo maggiore sicurezza per cittadini e automobilisti. Il problema del periodico allagamento del sottopasso della Statale 36 - ricorda Colombo - si trascina da decenni. Il palliativo del semaforo, introdotto da qualche anno e che diventa rosso in presenza d’acqua, ha aiutato, ma non ha risolto»: infatti, gli allagamenti continuano e c’è sempre il rischio che gli automobilisti, rimanendo incolonnati, tentino di immettersi ugualmente finendo in panne, con inoltre le portiere bloccate dall’acqua, piovana e proveniente dalla roggia in piena. È successo tempo fa a una 28enne, alla guida della propria “Fiat Punto”: si ritrovò in panne in 70 centimetri, a metà del sottopassaggio; allertò i soccorsi col telefonino. In seguito accadde ripetutamente, persino a un camper. In precedenza, nel 2011, un altro automobilista intrappolato, che rischiò di annegare, fece causa e Anas fu condannata dal Tribunale di Roma. L’acqua – oltre che piovana, anche proveniente dal sistema idrico composto dalle vicine rogge, che straripano - raggiunge molto rapidamente livelli tali da arrivare al motore dei veicoli.

Da parte di Anas si è trattato ora di «definire una soluzione mediante lo studio idrogeologico dell’intero bacino, tenendo conto sia della necessità del collettamento della roggia nell’area di deflusso a ovest della Statale 36, sia della difficoltà costituita da un territorio fortemente urbanizzato, antropizzato e con attività e residenze», come già chiarito alla stampa dagli ingegneri Angelo Algieri e Marcello Buonamico. Il progetto di Anas è stato «elaborato calcolando la massima portata con un tempo di ritorno di 200 anni: consiste nel raddoppio della capacità del sistema attuale di raccolta delle acque e nella revisione della pendenza delle infrastrutture di collettamento».

Senza interrompere il transito sulla Statale 36, le acque verranno trasferite per 67 metri dentro una conduttura del diametro di 180 centimetri, e riversate sull’altro lato della Statale 36, nella roggia Marcione di cui si prevede anche la sistemazione dell’alveo e la protezione degli argini dall’erosione, mediante massi cementati. Un milione di euro, il costo previsto e 175 giorni di lavori. Conclude il sindaco Colombo: «Desidero ringraziare sinceramente Anas e i suoi tecnici per il grande lavoro svolto sia nel reperimento delle risorse economiche necessarie, sia nella progettazione dell’intervento, che rappresenta una risposta concreta a una criticità che da tempo interessa il nostro territorio».

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