Lecco. Nello spazio con la Nasa
Media Lario vola

Assegnata all’impresa di Bosisio la costruzione di un telescopio ad alta precisione, “Asthros” impone requisiti tecnici accuratissimi

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LECCO

La società lecchese Media Lario di Bosisio Parini guidata da Jeff Lyons partecipa al suo primo progetto sperimentale di co-engineering insieme alla Nasa e a Jpl-Jet propulsional Lab (centro di Ricerca e sviluppo della Nasa), per la messa a punto di uno strumento scientifico dedicato allo studio delle sorgenti stellari.

Il progetto è di grande valenza per Media Lario e rientra appieno nelle attività di innovazione intraprese sia perché permette di sviluppare competenze sistemistiche ad ampio spettro sia perché consente all’azienda di entrare direttamente come fornitore strategico di Jpl-Nasa.

Non ultimo, il nuovo progetto è inoltre un apripista per ulteriori futuri sviluppi, visto che si sono già aperte opportunità di collaborazione con Nasa e Jpl anche per missioni spaziali a bordo satellite.

Il progetto “Telescopio Asthros” è una missione in mongolfiera ad alta quota, un pallone per lo studio dei fenomeno astrofisici il cui lancio è previsto per dicembre 2023 da Long duration balloon Camp della Nasa vicino alla stazione McMurdo, in Antartide.

Asthros volerà per 21-28 giorni a circa 40 km da terra, una distanza abbastanza alta per poter analizzare le lunghezze d’onda della luce bloccate dall’atmosfera terrestre.

Il peso stimato dell’intero osservatorio è intorno alle 2,5 tonnellate, considerando comprensivo della gondola, dei pannelli solari, dell’antenna, della strumentazione scientifica e dei sistemi di comunicazione.

E se la sperimentazione funzionerà Jpl, che guida la missione, proporrà l’immissione nello spazio.

Quando sarà completamente gonfiato con elio il pallone avrà un diametro di 150-200 metri, pari alle dimensioni di uno stadio da calcio.

L’obiettivo di Media Lario è la progettazione, lo sviluppo e la produzione e le verifiche funzionali di un telescopio di alta precisione di forma con l’intera struttura di supporto che deve mantenere le precisioni anche a bassa temperatura.

Media Lario ha la responsabilità completa dello studio e della realizzazione di questa unità, spaziando quindi dagli elementi ottici a quelli strutturali e di controllo elettronico attivo delle condizioni di funzionamento. Pertanto tale progetto coinvolge molte figure e differenti reparti aziendali in maniera trasversale.

Giuseppe Valsecchi, ingegnere e coordinatore scientifico di Media Lario, spiega che il progetto di ricerca e sviluppo fin da subito è risultato «molto complesso e articolato in quanto i requisiti di accuratezza e precisione sono particolarmente stringenti ed hanno impegnato l’azienda per lungo tempo con cicli di revisione del progetto e rivalutazione delle caratteristiche tecniche».

Il telescopio Asthros ha un’antenna leggera alta 2,5 metri per raccogliere luce del lontano infrarosso e viene trasportato dalla gondola posta alla base della mongolfiera, insieme ad altra tecnologia e hardware. Durante il volo gli scienziati controlleranno con precisione la direzione puntata dal telescopio e scaricheranno dati in tempo reale attraverso collegamenti satellitari. E per rispondere alla necessità di mantenere freddi sul lungo periodo gli strumenti, Asthros utilizzerà un criorefrigeratore alimentato dall’elettricità fornita dai suoi pannelli solari.

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