Nuovo centro islamico, polemica a Oggiono: «Leggi aggirate»

Inaugurato a Oggiono un nuovo spazio per la comunità musulmana, tra le definizioni di associazione culturale e luogo di culto. Critiche dall’opposizione su compatibilità urbanistica e sicurezza.

Oggiono

La comunità musulmana di Oggiono ha un nuovo luogo di ritrovo: in viale Vittoria, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria, è pressoché completata la ristrutturazione del capannone per il cui acquisto era in corso una raccolta fondi. Secondo l’associazione stessa che l’ha lanciata - con un video in italiano sui canali social e l’invito a diffonderlo - il vasto complesso ha la funzione di «luogo di culto, preghiera e come punto di ritrovo per i nostri ragazzi in cui potranno trascorrere il loro tempo. La nostra comunità già dispone di un luogo in cui pregare - preso in affitto anni addietro, già allora tra le polemiche - ma risulta troppo piccolo, come abbiamo potuto vedere negli ultimi mesi sacri di Ramadan».

Oggi, nel giorno di venerdì, la struttura era aperta e la comunità - in previsione del considerevole afflusso di fedeli - si è dimostrata attrezzata con parcheggiatori. Per il sindaco Chiara Narciso, «la sede delle associazioni culturali è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso: quindi è legittimo adibire ad associazione culturale, o di promozione sociale, un capannone e, infatti, vediamo trasformare a questo scopo persino le sale delle stazioni ferroviarie. Se la finalità è pregare, certamente invece diventa finalità di culto, con obbligo della compatibilità urbanistica ed eventuale cambio di destinazione d’uso. Questa però - sostiene Narciso - è un’associazione di promozione sociale vera e propria: potrà dedicare qualche momento alla preghiera, ma fa fare i compiti ai bambini, organizza il mercatino dei vestiti usati ecosostenibile e tutta una pluralità di funzioni che dimostrano come non sia un luogo di culto».

L’opposizione politica di centrodestra, guidata da Alessandro Negri, però, insorge: «Il sindaco rispetti le leggi, l’intelligenza dei cittadini e l’onestà intellettuale: c’è tanto di video, reso pubblico dall’associazione stessa, in cui parla apertamente di luogo di culto. Diciamo pure che, a illustrare il progetto, è una donna completamente velata: dunque, ci sorgono serie preoccupazioni sul tipo di cultura portata avanti. Comunque - sottolinea Negri - le leggi esistono e il sindaco per primo deve rispettarle, non aggirarle: la norma urbanistica, alla quale soggiacciono tutti i cittadini, prevede compatibilità di destinazioni d’uso e il Piano di governo del territorio di Oggiono è recentissimo. Bastava che, in modo corretto e trasparente, individuasse un’area di culto. È inaccettabile e squalificante questo escamotage, di mandare avanti il Piano senza prevederla e, sottobanco, vendere la storiella dell’attività culturale (che neppure la comunità musulmana stessa sostiene). Pertanto - conclude Negri - per motivi non tanto ideologici, quanto oggettivi, la condotta dell’amministrazione Narciso richiederà il nostro fermo intervento: per giunta, il luogo di culto sorge in stazione, già sensibile come dimostrato da gravi episodi recenti (un accoltellamento in pieno giorno e l’arresto di un imputato di truffe agli anziani); la vicinanza alla stazione di una moschea enorme come quella che si vede nel video richiamerà a Oggiono flussi elevati di persone, senza idonei requisiti né urbanistici, né di sicurezza sotto ogni profilo inclusi quelli strutturali e infrastrutturali».

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