Cronaca / Oggiono e Brianza
Venerdì 18 Settembre 2026
Oggiono, apre “La portineria” a Villa Sironi: nuovo spazio per inclusione e cultura
Riqualificato con 330mila euro di fondi regionali, l’edificio diventa punto di riferimento per cittadini, associazioni, scuole e famiglie, con il coinvolgimento del servizio Sfa Artimedia.
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«Gli inizi sono sempre relativamente semplici, ma la sfida è continuare a sostenere i progetti nel tempo e questo è possibile solo con l’amore»: don Gabriele Lovati, vicario della comunità pastorale di Oggiono, ha impartito ieri la benedizione su “La portineria”, la struttura all’ingresso del parco comunale di Villa Sironi, «uno spazio che, come tutte le portinerie per antonomasia, evoca relazioni, accoglienza, un punto di riferimento - ha sottolineato il presidente dell’impresa sociale Girasole, Virginio Brivio - e, infatti, qui a Oggiono vediamo aprirsi un luogo di inclusione, di cultura e di informazione anche turistica, nonché di valorizzazione delle potenzialità occupazionali». Tutto questo, in collaborazione col Servizio per l’autonomia delle persone disabili, Sfa Artimedia Striscia Gialla. Oltre agli utenti, ieri a tagliare il nastro è stato il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso, alla presenza di numerosi colleghi e di autorità tra cui anzitutto i consiglieri regionali Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli: la riqualificazione dell’edificio è stata resa infatti possibile grazie agli interventi di ristrutturazione finanziati da Regione Lombardia. La ristrutturazione complessiva è costata circa 330.000 euro finanziata completamente grazie a un bando regionale, Il progetto è promosso e sostenuto dall’amministrazione comunale, invece, con un contributo del Fondo di Comunità di Oggiono. Mediante la gestione degli spazi, affidata alla cooperativa sociale “La vecchia quercia”, l’obiettivo è di trasformare uno spazio storico sottoutilizzato in un punto di riferimento per cittadini, associazioni, scuole, famiglie e realtà del territorio. Sull’importanza della sensibilizzazione e del coinvolgimento è tornato don Gabriele, indicando proprio negli utenti del servizio Sfa «coloro che possono aiutare la comunità ad aprire la propria visione e guardare la fragilità con gli occhi giusti».
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