Oggiono: centro islamico, Zamperini: «Il Par non si aggira»

Critiche all’amministrazione di Oggiono per l’apertura del nuovo centro islamico

Oggiono

«Il Piano per le attrezzature religiose, il “Par”, è un fondamento della normativa urbanistica regionale e non può essere aggirato»: arriva dal consigliere regionale Giacomo Zamperini, Fratelli d’Italia, il cartellino giallo all’amministrazione comunale di Oggiono per l’apertura del nuovo centro islamico in un ampio capannone di viale Vittoria acquistato dalla locale comunità musulmana.

Ammonisce, Zamperini: «La Regione Lombardia ha voluto espressamente inserire queste norme, quindi tutti sono tenuti al rispetto. È inaccettabile un sindaco, Chiara Narciso di Oggiono nel caso specifico, che dice: “Ma sì, tutto sommato, se gli islamici inseriscono una moschea, ma in un centro culturale, facciamo finta di niente”. No: dove si prega, dove si celebrano dei riti, quello è un luogo di culto e deve rispettare le norme. I capisaldi devono essere obbligatoriamente due - richiama Zamperini - Libertà religiosa nel rispetto delle regole e, aggiungiamo, tolleranza zero per il fondamentalismo. È altrettanto importante infatti vigilare perché la minaccia del fondamentalismo è sempre dietro l’angolo, soprattutto se vengono a crearsi centri grandi e di forte richiamo anche sovraterritoriale, come il nuovo centro di via Vittoria suggerisce, per dimensioni e vicinanza alla stazione ferroviaria».

La posizione del consigliere regionale, espressione della maggioranza di governo lombardo, è che «l’integrazione deve andare di pari passo col reciproco rispetto: sia per le comunità, sia per il credo religioso altrui, senza che i luoghi dove viene esercitato possano essere utilizzati per seminare odio o creare cellule terroristiche e questo rischio non possiamo sottovalutarlo in quanto nel Lecchese ci sono stati episodi e arresti. Dunque, libertà religiosa con paletti chiari. Non siamo contrari - sostiene Zamperini - al fatto che ognuno professi liberamente la propria religione, ma senza aggirare le norme e garantendo il confrontando aperto con i cittadini. Al sindaco di Oggiono diciamo che il film è vecchio e già a Lecco i centri culturali islamici, che erano delle vere e proprie moschee mascherate, sono stati regolarizzati nell’ultimo Piano di governo del territorio (peraltro senza un minimo di confronto in consiglio comunale), mentre invece abbiamo visto pochi giorni fa a Costa Masnaga un sindaco coraggiosamente fare il proprio dovere sgomberando una moschea illegale. Dunque, nessun Comune, e neppure Oggiono, può sottrarsi al rispetto delle leggi regionali che hanno introdotto il principio del Piano per le attrezzature religiose Par, pertanto una procedura lineare, corretta e trasparente».

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