Cronaca / Oggiono e Brianza
Martedì 28 Luglio 2026
Oggiono, centro sportivo: niente da fare per il bando ministeriale
Il progetto per il “De Coubertin” è stato giudicato ammissibile ma resta in fondo alla graduatoria di “Sport e Periferie”. Il Comune ora punta su altri finanziamenti e valuta un mutuo per riqualificare il campo di calcio.
Lettura 1 min.Oggiono
Si è piazzato in fondo alla classifica del bando ministeriale “Sport e periferie”, il centro sportivo comunale di Oggiono “De Coubertin”: anche questa via di finanziamento per riportare all’antico splendore l’impianto si rivela, dunque, a fondo cieco. Nelle scorse settimane l’amministrazione di Oggiono aveva candidato il centro - insieme ad altre circa mille in Italia - al budget che, stabilendo un contributo massimo di 800.000 euro per ciascuna domanda, prometteva fin dall’inizio di non riuscire a soddisfare più di una settantina di progetti; com’era prevedibile, quelli presentati da grandi città e realtà ai margini delle realtà metropolitana si sono aggiudicati il jackpot lasciando il Lecchese a bocca asciutta: Oggiono, purtroppo, compreso.
Il sindaco, Chiara Narciso, commenta: «Il nostro progetto è stato giudicato ammissibile dal ministero, quindi valido e inoltrato dagli uffici correttamente. I criteri di valutazione però sono quelli che sono e hanno premiato determinate situazioni, sicuramente più emergenziali della nostra. Attendiamo di vedere la graduatoria definitiva, ma sicuramente il nostro ripescaggio non è a portata di mano, visto che siamo molto lontani dalla vetta».
Il piano B del Comune di Oggiono - che, anzi, a voler ben vedere, è ormai perlomeno il C o D - è di guardare in altre direzioni: «Anzitutto - riformula il sindaco - aspettiamo la riapertura del portale del gestore energetico nazionale Gse per portare a casa il contributo sul “Conto termico” attraverso cui coprire almeno il rifacimento spogliatoi: infatti, qui è prevista una riqualificazione anche sotto il profilo degli accorgimenti per il risparmio energetico che ci rendono sicuramente compatibili col finanziamento». Il nodo da sciogliere resta il rifacimento però del campo di calcio. A tal proposito, il sindaco osserva: «Bisognerà guardare il bilancio e capire se ce la facciamo da soli a coprire la spesa, attraverso l’accensione di un mutuo».
Per la verità, l’amministrazione aveva già in programma di aprire il portafoglio, oltre due anni fa, quando prese corpo il piano A, cioè il project financing con una società privata. Oltre a quel flop, era poi seguita la candidatura a un finanziamento regionale, naufragata anch’essa. Il project financing includeva tre nuovi campi da padel e un campo da beach volley; inoltre, i due campi da calcio a 11 esistenti sarebbero stati rimessi a nuovo e così pure, appunto, gli spogliatoi: tutto questo per un investimento stimato in un milione 200.000 euro, in parte coperti da capitale pubblico: il Comune si era impegnato, infatti, a metterci circa mezzo milione di euro. Successivamente uscito di scena il partner privato, erano andati in fumo i campi da padel, perno della riqualificazione e core business dalla società “Capital Padel Srl”, firmataria del project financing così come approvato dal consiglio comunale sotto il profilo dell’utilità pubblica. Il sindaco ribadisce: «Dalla società non è mai più arrivata la progettazione definitiva, che ci aspettavamo dopo avere proceduto appunto con la delibera in consiglio. Da lì in poi abbiamo deciso di muoverci in autonomia, cercando di cogliere opportunità come il bando regionale e, ultimamente, ministeriale, ma ovviamente la concorrenza è altissima».
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