Oggiono, la Regione interviene sulla nuova moschea: «Norme urbanistiche violate»

Il sottosegretario Mauro Piazza chiarisce che i luoghi di culto devono rispettare precise norme urbanistiche e di destinazione d’uso. Si denuncia una forzatura delle regole con l’escamotage del “centro culturale”.

Oggiono

Oggiono: interviene la Regione sulla nuova moschea di viale Vittoria, attraverso il sottosegretario alla Presidenza, Mauro Piazza, con una presa di posizione netta: «Il tema non è politico, bensì normativo e urbanistico. La Regione Lombardia prevede, attraverso la Legge per il governo del territorio, che i luoghi di culto siano qualificati come servizi di interesse pubblico e vadano esplicitamente individuati negli strumenti urbanistici, in particolare nel Piano di governo del territorio. La destinazione d’uso deve essere conforme: vanno rispettati standard precisi, come parcheggi, accessibilità e sicurezza; inoltre va intrapreso un iter autorizzativo chiaro e trasparente».

Afferma Piazza: «Non basta certo denominare un edificio “centro culturale” per superare queste regole: quando un immobile viene utilizzato in modo stabile e prevalente come luogo di culto, si configura a tutti gli effetti un cambio di destinazione d’uso che richiede autorizzazioni specifiche. Diversamente – avverte il sottosegretario alla Regione – si determina una forzatura della norma che crea una zona grigia ingiustificabile sul piano urbanistico e amministrativo. A Oggiono il sindaco, Chiara Narciso, conosce perfettamente la situazione, anche perché la vicenda è annosa. Intanto – sottolinea Piazza – solo pochi giorni fa, con grande rigore e coraggio, nel vicino comune di Costa Masnaga l’amministrazione locale ha proceduto, con le forze dell’ordine, allo sgombero di una moschea abusiva. Due pesi e due misure? Oppure, tra Oggiono e Costa Masnaga, una diversa volontà politica di far rispettare le regole?».

Piazza aggiunge: «A Oggiono era stato seguito, per un altro edificio adibito a moschea in vicolo Sant’Agata, lo stesso iter di Costa Masnaga finché era in carica il sindaco leghista Roberto Ferrari, ottenendo vittorie in tutte le sedi giudiziarie, amministrative e civili. Con l’arrivo dell’attuale amministrazione di centrosinistra, la stessa associazione islamica ha ora acquistato un capannone dichiarando apertamente di volerne fare un luogo di culto. Il sindaco Narciso non può ignorarne l’uso effettivo, che aggira la normativa regionale e le previsioni del Pgt con l’escamotage del “centro culturale”: una illegalità attualmente tollerata, perché? Per convenienza in termini di consensi?».

Aggiunge l’ex sindaco Ferrari: «Il tema delle moschee che spuntano dal nulla è di grande attualità, anche a Lecco; i fatti dicono che nei territori dove abbiamo amministrato, il rispetto delle norme non è stato mai opzionale, bensì il presupposto per ordine, trasparenza e legalità, naturalmente anche per i luoghi e l’esercizio di culto».

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