Cronaca / Oggiono e Brianza
Domenica 21 Giugno 2026
Oggiono, petizione contro la moschea in viale Vittoria
Raccolte oltre 700 firme dalla minoranza che presenterà un esposto alla Procura per mancanza di agibilità. Alessandro Negri denuncia l’assenza di controlli sulla sicurezza e il disturbo della quiete pubblica
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«Oltre 700 cittadini si sono espressi, chiedendo rispetto delle regole, uguali per tutti, e chiarezza»: è il bilancio della raccolta di firme sul capannone adibito a moschea di viale Vittoria, secondo quanto riferito dal capogruppo di minoranza Alessandro Negri, che ha promosso la petizione, online e con un gazebo in piazza Manzoni.
«Ora - informa sempre Negri - inoltre presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica, perché l’edificio risulta privo dell’agibilità, in base ad un accesso agli atti che abbiamo eseguito, oltre ovviamente a non rispettare la norma urbanistica regionale sui luoghi di culto». La sindaca, Chiara Narciso, non commenta: «Ai quesiti della minoranza risponderemo in consiglio comunale - fa sapere - dato che è stata presentata un’interrogazione sul tema, peraltro a firma di un solo membro del gruppo, e non è il capogruppo».
Riprende intanto Negri: «L’esito in Procura riguarderà il fatto che un capannone industriale privo di agibilità e di requisiti essenziali come le uscite di sicurezza viene frequentato da decine di persone e la sindaca non dà incarico alla Polizia locale di andare a fare i controlli. Come gruppo consiliare abbiamo deciso di promuovere frattanto la petizione per chiedere all’amministrazione comunale di ristabilire il buon senso, a fronte anche dei tanti cittadini i quali appunto ci portano le proprie istanze relativamente al fatto che in zona stazione è stata aperta sostanzialmente una moschea non autorizzata in un immobile a destinazione industriale. Abbiamo fatto un accesso agli atti che ci dà qualsiasi tipo di strumento amministrativo per riuscire a far valere la voce dei cittadini e ristabilire l’ordine in quella zona di Oggiono dove, per giunta - ricorda Negri - non viene applicata neppure la normativa sul rumore e infatti nelle scorse settimane, in particolare durante la Festa del sacrificio, è stato tollerato il disturbo della quiete pubblica, con altoparlanti alle 6 del mattino che chiamavano la gente in preghiera».
Rimarca Negri: «Noi non siamo affatto contro il diritto delle persone di professare la propria fede, ma siamo per il rispetto delle regole quindi riteniamo che la fede debba stare all’interno di un quadro normativo che è ben stabilito. Siamo certi che, se in quel capannone, all’improvviso, fosse stato allestito per esempio un supermercato, la Polizia locale sarebbe accorsa a verificare l’abuso edilizio; la moschea senza pianificazione urbanistica e neppure le uscite di sicurezza, invece, passa sotto silenzio: è questo - sottolinea Negri - che non va bene. Ci soddisfa la risposta di 700 cittadini, cioè più del 10% degli oggionesi aventi diritto al voto e una percentuale ancora superiore in rapporto ai votanti alle ultime elezioni, che furono 5.000 circa. Riteniamo doveroso far sentire la propria voce».
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