Cronaca / Oggiono e Brianza
Sabato 13 Giugno 2026
Oggiono, raccolta firme per il futuro del capannone di viale Vittoria
Il gruppo di Alessandro Negri lancia una petizione per chiedere trasparenza sull’immobile di viale Vittoria. Diverse le interpretazioni sulla sua funzione.
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Gli oggionesi diranno la loro sull’uso del capannone recentemente acquistato da un’associazione islamica in viale Vittoria: il gruppo consiliare di minoranza di centrodestra guidato da Alessandro Negri sta per dare il via, infatti - il prossimo 21 giugno - a una raccolta di firme. Per la minoranza di Oggiono «è finalizzata a chiedere trasparenza sulla destinazione e sulle attività svolte nella struttura, a seguito delle numerose segnalazioni e richieste di chiarimento avanzate da cittadini che desiderano informazioni puntuali sulla reale destinazione d’uso dell’immobile, sulle attività effettivamente svolte e sulle verifiche effettuate dagli enti competenti». Secondo i promotori della petizione «è necessario garantire ai cittadini risposte chiare e pubbliche su una vicenda che interessa l’intera comunità, anche alla luce delle recenti discussioni riguardanti l’impatto sul quartiere e sulla viabilità. Dunque il 21 giugno, dalle 9, sarà allestito un gazebo in piazza Manzoni dove sarà possibile firmare la petizione e confrontarsi con i consiglieri promotori dell’iniziativa. Per chi non potrà essere presente, è inoltre disponibile la petizione online all’indirizzo: https://c.org/FhsjmvMS9q.
L’invito - ribadisce il gruppo di Negri - è rivolto a tutti i cittadini che desiderano essere informati e contribuire a un dibattito pubblico fondato su trasparenza, regole e partecipazione». Com’è già noto, secondo il sindaco, Chiara Narciso, «la proprietà è di un’associazione di promozione sociale: potrà dedicare qualche momento alla preghiera, ma fa svolgere i compiti ai bambini, organizza il mercatino dei vestiti usati ecosostenibile e tutta una pluralità di funzioni che dimostrano come quello non sia un luogo di culto; urbanisticamente, la sede delle associazioni culturali è compatibile con qualsiasi destinazione d’uso: capannone incluso; infatti, vediamo adibite a questo scopo persino le sale delle stazioni ferroviarie». Per l’associazione islamica - in un video - il vasto immobile ha la funzione di «luogo di culto, preghiera e come punto di ritrovo per i nostri ragazzi in cui potranno trascorrere il loro tempo. La nostra comunità già disponeva di un luogo in cui pregare - preso in affitto anni addietro, già allora tra le polemiche - ma troppo piccolo, come abbiamo potuto vedere nei mesi sacri di Ramadan».
La Regione Lombardia, attraverso il sottosegretario alla presidenza, Mauro Piazza, ha già evidenziato: «La Legge per il governo del territorio sancisce che i luoghi di culto vadano esplicitamente individuati nel Pgt comunale. Va intrapreso un iter autorizzativo chiaro e trasparente e vanno rispettati standard precisi, come parcheggi, accessibilità, sicurezza. Non basta certo denominare un edificio “centro culturale” per superare queste regole: quando un immobile viene usato in modo stabile e prevalente come luogo di culto, si configura a tutti gli effetti un cambio di destinazione d’uso che richiede passaggi e autorizzazioni specifici».
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