Oggiono, via l’amianto dal cimitero di Imberido: intervento da 35mila euro

La copertura in lastre di amianto, estesa su 134 metri quadrati, dovrà essere sostituita entro i prossimi 12 mesi. Il Comune punta a ottenere 10mila euro da un bando regionale, ma procederà comunque con risorse proprie in caso di mancato finanziamento.

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Oggiono

Via l’amianto dal cimitero di Imberido: l’amministrazione comunale procederà all’eliminazione «possibilmente - fa sapere il sindaco, Chiara Narciso - attraverso l’applicazione anche di uno specifico finanziamento pubblico mirato ma, qualora non ci venisse assegnato, provvederemo ugualmente, con le nostre sole risorse». L’appalto ha per oggetto la rimozione di lastre di amianto sulla copertura dei colombari all’interno del cimitero di Imberido, che si trova nel pieno centro storico della popolosa frazione e, dunque, in mezzo alle case e a poche decine di metri dall’oratorio della località.

La superficie attualmente ricoperta dal materiale - che è altamente cancerogeno, in determinate condizioni - misura 134 metri quadrati. Il sindaco avverte: «Ci sarà bisogno di chiudere quell’area, durante esecuzione dei lavori di sostituzione dell’amianto con le nuove lastre coibentate». Le condizioni della copertura sono seriamente compromesse: infatti, l’indice di degrado prevede la necessità di smaltimento entro i prossimi 12 mesi. L’amianto è un minerale fibroso e piuttosto friabile. Le singole fibre sono molto resistenti e piccolissime: meno di mezzo millesimo di millimetro di diametro per 2 (fino a 5) millesimi di millimetro di lunghezza. Elementi così piccoli e leggeri possono con grande facilità essere inalati senza essere arrestati dalle ciglia che ricoprono l’epitelio delle vie aeree. Di conseguenza si depositano nei bronchi e negli alveoli dei polmoni, per poi migrare verso la pleura, cioè la membrana che riveste esternamente i polmoni, danneggiando i tessuti.

Riprende il sindaco: «La spesa per rimuovere l’amianto dal cimitero di Imberido sarà di 25.000 euro di lavori e, aggiunte diverse altre voci, 35.000 euro di quadro economico complessivo. In questi giorni stiamo concorrendo appunto all’assegnazione di finanziamenti pubblici, pertanto 10.000 euro speriamo di ottenerli proprio dalla partecipazione a questo bando regionale specifico». La presenza dell’amianto in sé non è necessariamente pericolosa: dipende dal grado di libertà delle fibre. In altre parole un tessuto è molto rischioso, l’amianto spruzzato anche; un elemento di Eternit no, ma solo a patto che non si stia sgretolando. In altre parole, finché le fibre non possono liberarsi nell’aria, perché imprigionate nell’impasto del cemento o di altre sostanze (per esempio le resine), oppure semplicemente perché racchiuse in intercapedini sigillate (come nel caso dei vagoni ferroviari in buono stato) il pericolo può essere ragionevolmente escluso. Il problema nasce quando i manufatti che contengono l’amianto si deteriorano. Per questo la principale fonte di esposizione sono i tetti in Eternit che, col passare degli anni, per effetto delle intemperie e in particolare delle piogge acide, vanno progressivamente deteriorandosi con la possibilità, quindi, di liberare le fibre. In Italia, dal 1992 è proibita l’estrazione, l’importazione e la lavorazione dell’amianto.

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