Oggiono, via Roncaccio: l’ambulanza non passa, scoppia la polemica

Lettura 1 min.

Oggiono

L’autoambulanza non passa e, in via Roncaccio, a Oggiono, riesplodono polemiche e paura. Dà voce allo sdegno l’opposizione politica: «È tutta colpa dell’inerzia dell’amministrazione comunale: il 21 giugno 2024 un nubifragio ha fatto crollare un tratto del muro di cinta di Villa Sironi, lungo via Roncaccio. Il 19 luglio 2024 la Soprintendenza ha autorizzato la posa di blocchi in cemento come soluzione provvisoria. L’amministrazione comunale all’epoca - ricorda il capogruppo di opposizione Alessandro Negri - aveva annunciato pubblicamente che sarebbero rapidamente seguiti “lavori più definitivi”.

Sono passati più di due anni, invece. I lavori definitivi non sono mai iniziati e i blocchi bianchi e rossi provvisori sono ancora lì al loro posto. Restringono la carreggiata di una strada già stretta, in pendenza e abitata da numerose famiglie. Le conseguenze - rimarca Negri - alla luce dell’ultimo episodio, non sono più soltanto il disagio; la scorsa settimana un’ambulanza chiamata per un intervento di soccorso non è riuscita a percorrere via Roncaccio. Il personale sanitario ha dovuto raggiungere l’abitazione a piedi e trasportare la persona in barella lungo un tratto di strada lungo e appunto in pendenza, con tutte le difficoltà e i rischi del caso».

Per la minoranza «un consolidamento provvisorio non può diventare permanente, soprattutto quando impedisce il passaggio dei mezzi di soccorso. In un’emergenza, i minuti persi possono fare la differenza. I residenti di via Roncaccio non possono continuare a vivere per oltre due anni con la strada di casa delimitata da blocchi di cemento, mentre l’amministrazione trova risorse per teatrini e contributi a pioggia, ma mai per gli interventi davvero necessari. Prima - invoca Negri - vengono la sicurezza e i servizi essenziali, poi tutto il resto». Il sindaco, Chiara Narciso, replica: «La ricostruzione del muro di via Roncaccio comporta un investimento superiore ai 258.000 euro, in conto capitale, e quindi non è comparabile con le poche centinaia di euro per attività culturali attinte dalle spese correnti; ad ogni modo, ciò che più conta è che, fin dal posizionamento dei blocchi, è stato sempre garantito un calibro di 2,5 metri, a senso unico alternato e, perciò, sufficiente al passaggio di tutti i mezzi di soccorso.

Ed è scritto nero su bianco nell’ordinanza di riapertura. Per quanto è accaduto siamo naturalmente dispiaciuti, ma - ribadisce il sindaco - non comprendiamo la ragione tecnica della dinamica. Resta il fatto - aggiunge Narciso - che non ci siamo ovviamente dimenticati del muro di Villa Sironi. Poiché tuttavia 258.000 euro costituiscono quasi l’intero avanzo di amministrazione disponibile del nostro Comune, è decisamente difficile, e sconsigliabile, dare così fondo alle risorse e affrontare la spesa senza tentare di accedere a contributi extra. Infatti - conclude il sindaco - la messa in sicurezza con ricostruzione del muro è stato oggetto recentemente di un atto di indirizzo alla progettazione, approvato dalla Giunta comunale, presupposto indispensabile poi per concorrere a bandi e cercare di ottenere fondi pubblici, specialmente tra quelli destinati alle conseguenze del dissesto idrogeologico». P. Zuc.

© RIPRODUZIONE RISERVATA