Cronaca / Oggiono e Brianza
Mercoledì 14 Ottobre 2026
Partenza sprint di mister Turati allo Spezia: otto vittorie consecutive
Il tecnico brianzolo, classe 1982, ha conquistato otto vittorie e un pareggio nelle prime nove giornate, portando i liguri in vetta al girone B di Lega Pro. Quindici gare consecutive senza sconfitte, Coppa Italia compresa, e un avvio mai visto nei 120 anni di storia del club alimentano il sogno della promozione.
Lettura 1 min.Oggiono
È davvero l’allenatore del momento: il tecnico di Oggiono (classe 1982) in forza alla capolista Spezia nel girone B di Lega Pro, Marco Turati.
Molti i record battuti. Intanto, in 120 anni di storia, mai la compagine ligure aveva avuto un inizio migliore. I bianconeri per ora hanno eguagliato la striscia positiva del Cesena di Domenico Toscano (otto vittorie consecutive), ottenuta nel 2023/24. Adesso nel mirino ci sono il Trapani e il Livorno a quota nove, serie ottenute rispettivamente nel 2011/12 e nel 1997/98, mentre il Modena nel 2021/22 arrivò a quattordici. Sono invece quindici le gare utili consecutive per il “Tura”, Coppa Italia compresa, per un’imbattibilità che dura da 195 giorni.
Ora non c’è dubbio: la possibilità di fare il salto nelle prime due serie nazionali è concreta. Nettamente al comando del girone grazie a otto vittorie e a un solo pareggio, gli spezzini vantano, come accennato, 25 punti: cinque in più del Ravenna di Andrea Mardorlini (che fu l’allenatore di Turati a Verona) e sette in più del Grosseto, terzo. Spezia capolista anche nel confronto tra i tre gironi, visto che nel girone A il Cittadella ne conta 24, mentre nel raggruppamento meridionale il Potenza, attuale leader, ne ha messi insieme 22.
Insomma, è scoppiata la Turati-mania, anche se nelle varie conferenze stampa il 44enne tecnico brianzolo ha sempre frenato gli entusiasmi e cercato di guardare lontano.
Discepolo del maestro, nonché ex compagno di squadra al Verona, Vincenzo Italiano, Turati ha iniziato la carriera di tecnico come collaboratore del citato mister, prima alla Spezia, dove ottenne la promozione in A, poi alla Fiorentina, dove arrivò due volte in finale, in Coppa Italia e in Conference League, uscendo sconfitto rispettivamente con Inter e Olympiacos. Tre anni fa l’esordio come allenatore capo in Serie D al Siracusa, con l’immediata vittoria del girone I e la salita nella categoria superiore. Qui la squadra, anche a causa di una penalità di sei punti, non riuscì ad agganciare la quota playout, con la conseguente retrocessione tra i dilettanti.
Quindi l’avvento alla Spezia, in un ambiente a lui caro e già frequentato. In ogni caso una partenza così a razzo era tutt’altro che scontata. Certo, il percorso è ancora lunghissimo e irto di ostacoli e tagliole, e ora bisognerà anche reggere la pressione di un ambiente carico a pallettoni: i tifosi, da sempre accesi, seguono compatti la loro squadra. Tuttavia questo Spezia pare davvero una macchina da guerra, l’importante è che regga alle lunghe distanze.
In conclusione, quella ligure sembra essere stata di gran lunga la scelta migliore, dopo le stagioni di Siracusa, dove comunque propose un calcio divertente e offensivo. Un calcio basato sull’aggressività, con l’obiettivo di arrivare ai risultati tramite un gioco articolato e spumeggiante, che da sempre gli appartiene: è solo la logica conseguenza per arrivare lontano, dice lui... E allora perché non credergli sulla fiducia?
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