Sgomberata la moschea di Costa Masnaga

Dopo anni di provvedimenti e carte bollate, il Comune torna in possesso dell’immobile

Costa Masnaga

Alla fine, dopo anni di carte bollate e tentativi andati a vuoto, il Comune di Costa Masnaga ce l’ha fatta. Mercoledì mattina è rientrato in possesso dell’immobile di via Cadorna 8, utilizzato da oltre trent’anni come moschea dall’associazione islamica La Speranza. Una vicenda lunga e spigolosa, chiusa con l’intervento delle forze dell’ordine.

Alle prime luci dell’alba pattuglie di carabinieri e polizia di Stato si sono presentate davanti all’edificio per dare esecuzione all’ordinanza comunale. Nessuna tensione, nessun intoppo: operazioni rapide e clima tranquillo. Stavolta lo sgombero è andato in porto, a differenza del precedente tentativo del 14 luglio 2025, quando l’associazione non aveva consegnato le chiavi.

La storia parte da lontano. Nel 2019, durante un sopralluogo, il Comune aveva accertato una serie di interventi edilizi che miravano a trasformare il fabbricato da deposito a luogo di culto. Da lì l’ordine di demolizione dei manufatti e il ripristino dello stato dei luoghi. Ordine rimasto lettera morta. E così, per effetto del mancato adempimento, dal 2 luglio 2019 il Comune è diventato pieno e unico proprietario della porzione immobiliare.

Il contenzioso è andato avanti per anni, con l’amministrazione comunale che ha sempre avuto ragione in sede giudiziaria. Nell’agosto 2024, il 5 per la precisione, era arrivata anche una diffida formale a liberare gli spazi. Anche quella senza esito.

Poi, l’11 dicembre 2024, la svolta politica: il consiglio comunale decide di non procedere alla demolizione d’ufficio degli abusi, ma di destinare l’edificio a funzione pubblica, come sede e magazzino della Protezione Civile.

Dopo il flop dell’estate scorsa, oggi l’ultimo capitolo. L’amministrazione guidata dal sindaco Sabina Panzeri ha scelto il profilo basso, limitandosi a un post essenziale sui social: «In data odierna, 22 aprile 2026, il Comune è rientrato in possesso dell’immobile di via Cadorna, 8». Fine della storia. Almeno per ora.

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