Cronaca / Oggiono e Brianza
Giovedì 18 Giugno 2026
«Tracce inattese e difficili»
L’asso è il tema di attualità
Oggiono Unanime bocciatura dei titoli: «Autori sconosciuti, e niente Ai» L’unica previsione iniziale rispettata è stata l’ottantesimo della Repubblica
Lettura 2 min.Tracce d’esame considerate unanimemente «terribili» e «totalmente inattese»: presi in contropiede, gli studenti dell’istituto superiore Bachelet di Oggiono si sono lasciati infine sfidare soprattutto dalla «fatica», cioè il tema di attualità, che molti hanno scelto.
Qualcuno si è avventurato a scrivere di assemblea costituente «essendo l’unico tema che ha rispecchiato le attese, nell’ottantesimo anniversario della Repubblica»; gettonate qua e là le altre proposte. Stefano Riva e Sara Locatelli - liceo scientifico Scienze applicate Sia - hanno deciso di concentrarsi sul «confine tra adolescenza ed età adulta». Per Riva «la traccia B3 era fattibile: bisognava argomentare se sia giusto o sbagliato non diventare mai adulti, tenendo un comportamento sempre adolescenziale per tutto il corso della vita; lo trovo sbagliato, perché l’età porta con sé impegni e responsabilità che conducono necessariamente al cambiamento dello stile di vita e questa però è anche una sfida, nel senso che bisogna riuscire a distaccarsi da quello che si era».
Passaggio all’età adulta
Locatelli si è concentrata sui «fattori sociali che portano al passaggio: ho confutato la tesi della traccia - dice - e ho concluso che non c’è un momento preciso in cui si diventa adulti: può variare a seconda di ciò che si vive e di come si interpretano questi fattori, tra cui il fatto che oggi c’è troppa incertezza sul futuro mentre ad esempio, in tempo di guerra, eri obbligato a diventare subito adulto: ho paragonato a diverse ere e ho concluso che molto dipende dall’epoca». Arlinda Bregu ha scelto «la meraviglia perduta dei giovani adulti: le persone ormai non si meravigliano più davanti ai fenomeni naturali; noi giovani stessi non ci meravigliamo più di niente, nulla ci dà più emozioni, però ho anche scritto che esiste comunque una versione adulta dentro, la quale ancora conserva il fanciullino, collegandomi alla poetica del Pascoli ed è, speriamo, recuperabile. Le tracce in genere erano molto difficili: ci aspettavamo tutt’altro seguendo il telegiornale; invece, ecco testi e autori mai sentiti».
Intelligenza artificiale
Giulia Ficuccio, liceo Linguistico, e le compagne Manal Ikame ed Elena Perego, Amministrazione finanziaria, concordano: «Autori sconosciuti, tranne per un certo verso Pavese, ma che comunque non abbiamo studiato, mentre ci aspettavamo almeno una traccia sull’intelligenza artificiale, Pirandello e Montale». Perego si è concentrata «sull’Assemblea costituente, dunque - dice - Mi sono collegata a quello che abbiamo fatto in Diritto, cioè la Costituzione. Era l’unica traccia che si avvicinava alle attese, nell’anniversario della Repubblica».
Manal Ikame ha parlato della «differenza tra adolescenti e adulti: molti adulti si sentono più adolescenti, benché per l’età che hanno, in realtà, li si vede come adulti; loro si considerano ancora giovani: tutto questo non lo vedo negativamente; può essere inteso anche positivamente». Per Ficuccio «gli adulti fanno fatica a meravigliarsi di fronte alle cose, invece i bambini provano stupore molto più facilmente, però è anche qualcosa che si può provare a recuperare e imparare. Personalmente ci provo, mi sforzo».
La meraviglia
Anche Aurora D’Errico ed Eleonora Buonanomi sono del ramo Afm. Per Aurora il tema è stato «la fatica, che dà soddisfazione: per i giovani c’è il valore della fatica, in famiglia me lo hanno insegnato. Non è vero che i giovani non vogliono fare fatica: purché ci siano degli obiettivi, qualcosa in cui valga la pena credere; infatti, oggi siamo qui». Per le alunne del Bachelet quindi «i giovani hanno solo bisogno di essere un po’ spronati». Tommaso Venini ha ripreso il tema della meraviglia «perché - racconta - quest’anno ho allenato una squadra di bambini: il fanciullino l’ho vissuto di persona. Lo stupore è presente nei bambini, ma solo in parte riescono a trasmetterlo a noi adulti; anzi, dovrebbero essere gli adulti, o noi ragazzi, a farlo invece crescendo lo perdiamo subito, parzialmente colmato da altro: lo ricreiamo con continue scoperte scientifiche e invenzioni, ma concrete».
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