Addio a Grattarola, il mobiliere della Valsassina

Con il fratello Giuseppe aveva fondato la storica azienda.

MArgno

È scomparso a 89 anni il magnate del mobile in legno massello valsassinese, Riccardo “Dino” Grattarola. La figlia Chiara ricorda: «Mio padre è stato un punto di riferimento lavorativamente ed economicamente per la Valsassina e lo ha fatto partendo dal nulla».

Anche il fratello di Dino, Giuseppe, da tutti conosciuto come “Pinuccio”, è d’accordo con la nipote: «Tutto è partito nel 1969 – afferma Giuseppe Grattarola –. Siamo scesi da Margno, paese nativo, e abbiamo fatto il primo capannone di 2mila metri per arrivare a un’estensione di produzione di 35mila metri quadri di capannoni. Siamo partiti con 7-8 dipendenti e siamo arrivati a 250 negli anni a cavallo del 2000. Per la realtà economica della Valsassina, la Grattarola ha contato molto. Finché è stata di proprietà della famiglia, ha garantito occupazione e ricchezza. Avevamo dipendenti da Lecco a Premana, finanche alla Brianza». La Grattarola è stata un’azienda leader nel suo settore e Riccardo, insieme al fratello Giuseppe, ha creato una realtà che molti invidiavano non soltanto in Valsassina. «Certo, la scelta condivisa di cedere l’attività, purtroppo, si è rivelata sbagliata: passando in altre mani si è arrivati al fallimento che, ovviamente, non è imputabile alla famiglia», commentano le figlie.

Giuseppe Grattarola aggiunge: «Siamo partiti da una bottega di falegname, quella di mio padre Pierino, a Margno. Poi siamo andati a Bindo di Cortenova e quindi ci siamo ampliati».

E la figlia Chiara, insieme alla sorella Stefania, spiega: «Tutto è partito dal boom economico valsassinese delle seconde case. Mio nonno aveva la bottega che forniva i mobili a tutti i villeggianti. L’arredamento delle case dei milanesi è stato l’incipit di tutto. Ha avuto l’intuito che ci fosse un mercato ulteriore rispetto a quello delle case dei valsassinesi».

Oltre a quello di Riccardo Grattarola imprenditore, c’è il ricordo umano di Dino, persona generosa: «Il ricordo umano, sentendo anche i riscontri delle visite che stiamo avendo in queste ore – spiega la famiglia – è quello legato alla sua generosità. Era un uomo generoso. Quando qualcuno ha chiesto aiuto, per beneficenza o per risolvere situazioni, non è mai stato mandato via. Aveva un carattere forte e deciso, è vero, ma aveva anche un grande cuore. Chi ha avuto bisogno davvero, ha sempre trovato risposta, sia come sostegno economico che lavorativo».

Il funerale sarà celebrato sabato mattina alle 10 nella parrocchia di Margno perché poi sarà inumato nel cimitero del paese, nella cappella di famiglia. La camera mortuaria è allestita nell’ex stabilimento, per suo volere. «Ha deciso di salutare tutti qui, perché l’ha sempre vista come una casa, il suo stabilimento di Bindo di Cortenova in via Provinciale 55».

A piangere Dino Grattarola, oltre a Chiara e Stefania, il fratello Pinuccio con il nipote Luca, e i nipoti Alessandro e Davide, oltre ai parenti tutti. Le esequie saranno celebrate dal parroco don Bruno Maggioni.

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