Cronaca / Valsassina
Mercoledì 15 Aprile 2026
Ballabio introduce il Taser: è il primo comune della provincia di Lecco
Presentato il nuovo dispositivo in dotazione alla polizia locale: rafforzati organico e tecnologie, tra telecamere, bodycam e strumenti di controllo. Il sindaco Bussola difende la scelta come misura di sicurezza. Presente anche l’europarlamentare della Lega, Sardone: «In tantissimi altri comuni ci sarebbe questa esigenza, eppure si oppongono»
Ballabio
Anche Silvia Sardone, consigliera comunale a Milano, europarlamentare della Lega, e “pasionaria” delle politiche sulla sicurezza del partito di Salvini, alla presentazione a stampa e cittadinanza del Taser di nuova generazione adottato a Ballabio.
Il sindaco Giovanni Bruno Bussola, nell’esposizione della novità, annunciata da tempo, ha precisato: «Le risorse umane sono la prima cosa. Abbiamo assunto tre agenti, quindi abbiamo, oltre al comandante Marco Maggio e all’agente Chiara Gasperini, anche un altro agente, Alberto Anghileri e quindi abbiamo tre agenti nel nostro comune di 4000 abitanti, in convenzione con i comuni di Margno (presente l’assessore Bettega, n.d.r.), Cortenova e Premana. Però avere dei bravissimi agenti senza dotarli delle attrezzature idonee a svolgere il loro compito sarebbe stato riduttivo. Proprio per questo abbiamo puntato anche sulle telecamere: siamo passati da una manciata di telecamere a più di 60 telecamere a Ballabio e abbiamo dotato gli agenti delle bodycam, fornendo ai nostri agenti anche otto fototrappole di ultima generazione, che registrano da remoto e quindi con la massima sicurezza anche ai fini della privacy». Tutto questo si va ad aggiungere al telelaser, all’alcol test e anche al test antidroga.
Ma c’era proprio bisogno di avere a Ballabio il Taser? «Sì – replica Bussola –, me ne sono convinto all’incirca un anno e mezzo fa, durante una pattuglia di quelle organizzate dalla nostra Locale. Una notte di un anno e mezzo fa, all’1.30 circa, i nostri agenti fermarono una macchina incidentata con un soggetto palesemente sotto effetto di sostanze, che aveva un atteggiamento intimidatorio e aggressivo. Grazie alla capacità del nostro comandante e dei nostri agenti nel saper gestire una situazione così critica, non accadde nulla, però in quell’occasione mi sono domandato: ma se non avessero avuto le armi da fuoco, che hanno, perché loro sono dotati tutti di pistole d’ordinanza, che cosa sarebbe successo? E quindi l’idea è stata proprio quella di avere uno strumento intermedio a tutela dei cittadini, ma a tutela anche e soprattutto degli agenti».
E Silvia Sardone ha aggiunto: «Ballabio è il primo comune della provincia di Lecco e il più piccolo d’Italia ad aver adottato il Taser. Il Taser tutela i cittadini e le forze dell’ordine perché possono agire liberamente senza tutto quel che può succedere, anche legalmente, se si usano altri mezzi. Altri comuni come Milano o Lecco tergiversano in tutti i modi, ma per motivi ideologici. In tantissimi altri comuni ci sarebbe questa esigenza, eppure si oppongono. La sicurezza, però, è una delle prime libertà e non dovrebbe avere colore politico».
Il Taser, pur essendo classificato come arma non letale, deve essere considerato a tutti gli effetti un’arma propria. Il suo utilizzo – come spiegato dal comandante Marco Maggio – è rigorosamente regolato e può avvenire esclusivamente in condizioni di stretta necessità, nel rispetto dei principi di proporzionalità e legittimità.
Per questo motivo il personale della Polizia locale ballabiese è stato adeguatamente formato attraverso specifici percorsi di addestramento tecnico operativo. Parallelamente sono stati svolti percorsi formativi di natura sanitaria e giuridica, fondamentali per comprendere pienamente sia gli effetti dello strumento sia i limiti normativi contro cui può essere utilizzato.
Dal punto di vista tecnico, il funzionamento del taser si basa sull’emissione di scosse ad alto voltaggio ma basso amperaggio. Attualmente è previsto che si tratti di un’arma di reparto, assegnata e registrata secondo specifiche procedure, e non di dotazione individuale come la pistola. Il modello adottato è il Taser 10 che, contenendo dieci dardi, consente fino a dieci tentativi di attivazione. Inoltre, il Taser 10 può raggiungere i 13-14 metri, offrendo quindi una distanza di sicurezza superiore ad altri modelli per l’operatore. Dal punto di vista tecnologico, utilizza sistemi di puntamento laser individuali per ciascun dardo, garantendo una maggiore precisione rispetto ai modelli precedenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA