Barzio, la nuova struttura resta chiusa: c’è da spostare un torrente

La tensostruttura di Barzio è completata ma non può ancora essere inaugurata: il piccolo torrente Fiumetta deve essere allontanato. Ex sindaco e attuale primo cittadino si dividono sulle distanze: quattro o dieci metri

Barzio

L’unica cosa chiara è che la Fiumetta, così viene nominata nei documenti ufficiali, va spostata. La nuova struttura multifunzionale di Barzio è terminata, anche da un punto di vista documentale, il 31 luglio scorso, prima di poter essere inaugurata deve vedersi allontanare il piccolo corso d’acqua (profondo meno di tre metri), di qualche metro. E diciamo “qualche”, perché ancora non è chiaro di quanto. In realtà, come detto, perché l’opera sia perfettamente regolare, deve rispettare le distanze, ma non solo quelle progettuali, anche quelle di polizia idraulica. E qui starebbe il nodo del contendere. Per l’ex sindaco Giovanni Arrigoni Battaia, sarebbero solamente quattro i metri di spostamento del letto del torrentello, mentre per il nuovo sindaco Andrea Ferrari, dieci.

Una delibera di Giunta del 27 marzo scorso, la 36, dal titolo “Contributo in conto capitale Bim anno 2024 - approvazione progetto esecutivo Oo.Pp. ’manutenzione straordinaria torrente Fiumetta’“, suggeriva, per sistemare la Fiumetta ammalorata dal maltempo (gli argini erosi), di spostarla di 4 metri demolendo l’attuale alveo del fiume proprio in corrispondenza del lato lungo della struttura. Lo stesso punto dal quale la Fiumetta deve essere “allontanata”, insomma. Essendoci un finanziamento di 40mila euro per farlo, ed essendoci l’esigenza di sistemare il torrentello, lo stesso Ferrari aveva ripreso il progetto del 2022 della struttura e aveva pensato a questa delibera per salvare capra e cavoli: sistemare la Fiumetta e spostarla di quei quattro metri che il progetto originario di Battaia prevedeva come misura da rispettare. Proprio il 10 maggio del 2023, infatti, il progettista e il responsabile del procedimento scrivevano: «È indispensabile prevedere, in un lotto successivo al presente, la rettifica del sedime del torrente ’Fiumetta’“, reticolo idrografico minore, al fine di rispettare la distanza di 4 metri dal corso dell’acqua».

Insomma, la delibera del 27 marzo 2024, riprendendo questa indicazione e adattandola all’esigenza di manutenzione straordinaria, sembrava essere l’uovo di Colombo. Ma Ferrari, studiando le carte, si sarebbe accorto che l’indicazione dei quattro metri era necessaria ma non sufficiente: «Nel progetto, che ha avuto già un suo studio geologico – ammette il sindaco di Barzio – manca, secondo me, la valutazione della componente di polizia idraulica. È vero che solitamente bastano i quattro metri di distanza dalle strutture come quella oramai terminata nell’area tensostruttura, ma in questo caso non bastano. Ci vorranno dieci metri di spostamento della Fiumetta e pertanto abbiamo commissionato anche un nuovo studio di valutazione geologica per fare le cose bene».

Si tratterebbe, dunque, di un approfondimento che avrebbe scoperto un qualcosa in più rispetto a quanto prospettato nel progetto originario risalente al 2022. Di certo, però, c’è solo che quello spostamento “s’ha da fare” per non incorrere in ipotesi davvero da scongiurare quali l’abuso edilizio, che sta, come una spada di Damocle, sopra tutta questa discussione. La situazione è sicuramente da sanare, insomma, ma un’altra cosa appare certa: il prossimo consiglio comunale, a Barzio, sarà a fine settembre-ottobre e si annuncia battaglia tra maggioranza e opposizione su questa nuova struttura già terminata ma nella quale nessuno può ancora entrare.

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