«Caos rifiuti, aiutiamo i villeggianti»

Mini discariche per le seconde case

Cremeno, per i non residenti è ancora più difficile

rispettare le nuove regole della differenziata

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Cremeno

La “rivoluzione dei rifiuti” che tanto sta facendo discutere in tutta la provincia, nei quattro Comuni dell’altopiano valsassinese assume toni ancora più accentuati.

Motivo: la massiccia presenza di seconde case con i villeggianti che, in bassa stagione, soggiornano a Cremeno, Barzio, Cassina o Moggio giusto un week end. Il problema è cronico: poi queste persone, prima di tornare in città, il rifiuto dove lo mettono?

Il cambio delle modalità

E adesso che sono cambiate le regole, con l’avvento del bidone giallo, la cosa è diventata ancora più complicata. Così succede che bidoni e sacchi vengano depositati anche giorni prima del passaggio degli addetti Silea da chi torna a Milano e paraggi: e non sono un bel vedere. Altri si portano via la spazzatura, in teoria fino a casa; anche se, è sotto gli occhi di tutti, sacchi e sacchetti spesso e volentieri vengono abbandonati a lato delle principali direttrici a servizio di questi paesi.

Proprio per tamponare il problema, a Moggio e Cassina resistono fieramente le ultime campane verdi per la raccolta del vetro: qui il bidone blu del porta a porta è sconosciuto. Per contro, Cremeno e Barzio sono i precursori della attuale tendenza: nei due paesi il vetro si ritira fuori dagli usci delle case già da qualche anno.

Cosa fare per uniformare o quantomeno mitigare un problema evidente nel comprensorio più turistico della Valsassina?

Un’idea il capogruppo dell’opposizione consiliare di Cremeno, Paolo Terzaghi, ce l’ha. «Bisognerebbe prendere esempio da altri Comuni turistici - dice - cioè creare micro isole ecologiche con accesso con tessera personale e video sorvegliate. In questo modo, il villeggiante che si ferma dalle nostre parti anche per soli due giorni, e quindi non produce tanti rifiuti, li può gettare nei bidoni della differenziata in queste aree».

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