Era di Lissone l’escursionista morto in Val Biandino

Le ricerche sono scattate nel pomeriggio per un escursionista disperso tra Introbio e la Val Biandino. L’intervento è stato concluso con il recupero del corpo senza vita.

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Introbio

Era residente a Lissone l’uomo di 69 anni che ha perso la vita, mercoledì pomeriggio, mentre affrontava la discesa dalla Val Biandino verso l’abitato di Introbio.

L’escursionista era partito per la gita in montagna insieme a un gruppo di conoscenti, sulla via del ritorno, però aveva scelto di intraprendere un percorso di discesa in solitaria. Attorno alle 18, non riuscendo più a contattarlo e non vedendolo raggiungere il punto di ritrovo fissato, gli amici hanno lanciato l’allarme.

Sono così iniziate le operazioni di ricerca che, fin dai primi momenti, hanno visto un importante dispiegamento di uomini e mezzi. Fra Introbio e la Val Biandino, fino a circa 1400 metri di quota, infatti, hanno operato una ventina di tecnici della Stazione Valsassina – Valvarrone del Soccorso alpino, insieme ai Vigili del fuoco del nucleo Saf – Speleo alpino fluviale e ai militari della Guardia di finanza. Per agevolare il personale operante via terra, sono stati attivati anche gli elicotteri “Volpe” della Guardia di finanza e ”Drago” dei Vigili del fuoco, dotati di dispositivi Imsi Catcher per la localizzazione dei segnali telefonici.

Proprio grazie a queste innovative apparecchiature elettroniche è stato possibile circoscrivere l’area di ricerca, fino all’individuazione del disperso. Quando i soccorritori lo hanno raggiunto, però per lui non c’era più nulla da fare.

Una volta ottenute le autorizzazioni del caso da parte del magistrato di turno, tecnici del Cnsas e Vigili del fuoco hanno organizzato l’intervento di recupero della salma che, dopo essere stata imbarcata a bordo dell’elicottero “Drago”, è stata trasferita all’elisuperficie della Comunità montana a Barzio. Sul posto anche i Carabinieri della stazione di Introbio. L’intervento, iniziato poco dopo le 18, è stato dichiarato ufficialmente concluso alle 22.

Il dramma consumatosi mercoledì in Val Biandino segue di una manciata di giorni quello avvenuto, venerdì scorso, a Esino Lario. Anche in questo caso, in seguito alla segnalazione di una persona scomparsa in zona montana, i soccorritori hanno lavorato ore per riportare a casa sano e salvo il disperso. Le speranze, però si sono infrante in serata, quando il corpo senza vita di Marino Parini, 62 anni, da qualche tempo residente in paese, ma originario di Legnano, è stato ritrovato in una scarpata, poco distante dal punto in cui alcuni passanti avevano rinvenuto lo zaino dell’uomo.

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