Cronaca / Valsassina
Lunedì 02 Novembre 2026
Lecco, 16mila euro dalla Regione per la prevenzione delle valanghe: allo studio nuove regole
Il contributo alla Provincia sosterrà il Protocollo valanghe e il Nucleo Tecnico Operativo. Via libera in Commissione regionale anche alla proposta di legge per disciplinare il distacco artificiale controllato della neve, con procedure uniformi e formazione per gli operatori specializzati.
Lettura 1 min.Barzio
Dalla Valsassina, meta frequentata da sciatori ed escursionisti, alle montagne dell’Alto Lario e del versante orobico: la prevenzione delle valanghe riguarda da vicino anche il territorio lecchese. Quando la neve accumulata sui pendii diventa instabile, poter intervenire prima del distacco spontaneo può infatti contribuire a proteggere residenti, turisti e lavoratori, oltre a mantenere sicure strade e collegamenti. Un’esigenza particolarmente sentita nelle località montane dove, durante l’inverno, condizioni meteorologiche sfavorevoli e forti nevicate possono aumentare il rischio. In Valsassina, per esempio, la sicurezza dei versanti è importante non soltanto per le aree sciistiche, ma anche per i percorsi escursionistici, gli accessi ai rifugi e la viabilità che collega paesi e frazioni. Lo stesso vale per le montagne dell’Alto Lario e per il versante orobico lecchese, territori nei quali il monitoraggio costante della neve assume un ruolo decisivo. Regione Lombardia ha stanziato 16 mila euro a favore della Provincia di Lecco per sostenere le attività previste dal Protocollo valanghe e il lavoro del Nucleo Tecnico Operativo provinciale.
La struttura contribuisce alla sorveglianza del rischio e al coordinamento tra i diversi soggetti chiamati a intervenire. A questo finanziamento si aggiunge il voto favorevole della Commissione Ambiente, Energia e Clima del Consiglio regionale alla proposta di legge al Parlamento sul distacco artificiale controllato delle valanghe. L’obiettivo è introdurre una disciplina nazionale organica che consenta a personale specializzato di provocare, in condizioni controllate, il distacco della neve instabile prima che la massa possa precipitare spontaneamente in luoghi o momenti più pericolosi. Le operazioni possono richiedere esplosivi, sistemi a gas o altre tecnologie e devono quindi essere svolte nel rispetto di rigorose misure di sicurezza. La proposta punta anche a semplificare e uniformare le procedure per il trasporto, la conservazione e l’impiego dei materiali, prevedendo un percorso formativo comune per i tecnici abilitati e aggiornamenti periodici. «La sicurezza delle nostre montagne passa innanzitutto dalla prevenzione», sottolinea Giacomo Zamperini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Montagna. «Nel Lecchese abbiamo zone in cui neve e condizioni meteorologiche possono mettere a rischio persone, strade e collegamenti». Secondo Zamperini, il sostegno alle attività locali e l’aggiornamento delle norme nazionali devono procedere insieme. Per un territorio che considera la montagna una risorsa turistica, economica e ambientale, poter contare su regole chiare e operatori qualificati significa rendere più sicura la frequentazione invernale, senza rinunciare alla valorizzazione delle località lecchesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA