Lupo, già dieci predazioni denunciate in provincia di Lecco: «Se trova cibo facile, torna»

A Premana, esperti, allevatori e istituzioni si sono confrontati sul ritorno del predatore e sulle strategie per proteggere greggi e allevamenti della Valsassina. Tra le soluzioni indicate: recinzioni, cani da guardiania e una maggiore segnalazione degli episodi di predazione

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Premana

Il lupo c’è, è arrivato anche in valle e l’unica possibilità per difendere chi fa allevamento, per lavoro o per hobby è prendere delle contromisure. Un’altra certezza c’è: se il lupo mangia facile, ritorna. Cosa fare allora?

Il tema è stato al centro dell’incontro promosso dall’associazione “A-Green” con Francesco Migliore che ha invitato la biologa Claudia Facchini, tecnico faunistico e di Ersaf, e la veterinaria dell’Ats Brianza Antonella Fiore.

In provincia ci sono già stati dieci episodi di predazione come ha confermato il vice comandante della polizia provinciale Davide Orlando. Dieci sono quelli denunciati: meno segnalazioni che vanno in Regione, meno peso hanno le iniziative di protezione che potrebbero essere messe in campo.

A monte di tutto, come ha detto il vice sindaco Domenico Gianola, per salvaguardare il lavoro e la passione di tante persone che allevano pecore e capre per hobby ed hanno a cuore il territorio e per questo vanno ringraziate, «devono convivere con chi lavora, chi ha la casa sugli alpeggi, chi arriva da lontano per vedere il nostro territorio».

Gli strumenti per difendersi da lupo ci sono: «L’approccio per la protezione delle greggi deve riguardare tutti, i pastori e noi che dobbiamo stare attenti a non metterci in pericolo quando intercettiamo un gregge. Chi lavora deve avere però un cane addestrato».

Facchini ha affermato: «C’è poca conoscenza scientifica sul lupo. Le interazioni con l’uomo ci sono per cui il monitoraggio capillare e continuativo è fondamentale».

Dopo avere descritto le caratteristiche che lo differenziano dal cane, anche nel camminare poiché mette le zampe posteriori nell’orma delle anteriori, lasciando una sola pista, ha parlato della forza del lupo che sta nel branco per cui «segna il territorio per non fare entrarne altri con l’ululato e marcature odorose» ed ha dato consigli di comportamento in caso di avvistamento.

La veterinaria Fiore ha parlato dei cani da guardiania, per aiutare gli allevatori a conoscere come si gestiscono.

I cani da pastore sono conduttori o guardiani e hanno la differenza nelle «motivazioni» tra le diciassette che sono state individuate per le oltre 350 razze di cani: «Un cane felice, sereno farà cose tipiche della razza che è stata selezionata. Il conduttore ha la percezione uditiva ed olfattiva elevata ed è molto legato al pastore, con una predazione elevata. I guardiani sviluppano le percezioni visive ed uditive ma sono immobili».

L’allevatore locale Andrea Gianola ha obiettato che «è facile parlare, ma vivere la presenza del lupo è un’altra cosa. Pechè poi c’è la gente che non capisce, critica e punta il dito. I pascoli si riducono ed è evidente che arriverà il giorno in cui bisognerà chiudere. Non vedo un futuro roseo».

Facchini ha risposto: «Bisogna cambiare mentalità. Chiudere è una resa troppo facile. Ci sono misure che si possono adottare, secondo i luoghi», ed Ersaf è disponibile a offrire gratis sistemi di difesa a tutti.

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