Cronaca / Valsassina
Sabato 09 Maggio 2026
Piani di Bobbio, rivoluzione in quota: nasce il nuovo impianto hi-tech
Procedono a ritmo serrato i lavori ai Piani di Bobbio per la nuova cabinovia firmata Doppelmayr. Smontate le vecchie stazioni, sostituiti piloni e fondamenta, mentre gli elicotteri trasportano in quota le nuove strutture prefabbricate. Obiettivo: inaugurare il nuovo impianto entro Sant’Ambrogio 2026
Barzio
Una rivoluzione sta andando in scena ai Piani di Bobbio, la stazione sciistica gestita da Itb Imprese turistiche barziese. Il rifacimento della cabinovia da valle a monte sta riguardando non solo la linea aerea, i “piloni”, le nuove cabine, ma un po’ tutto. Comprese le stazioni a valle e a monte che sono state smontate pezzo dopo pezzo.
In scena non soltanto, come prevedibile, mezzi pesanti, ma anche “elicotteri da lavoro” che in pochi minuti portano su e giù intere parti prefabbricate di quelle che saranno le due nuove stazioni. Praticamente non resterà quasi niente delle due “basi” di partenza che conoscevamo. Infatti non si tratta solamente di rifare la “funivia”, ma di ripensare tutto il “sistema cabinovia”. Dalla base. E un impianto più moderno significa migliore efficienza, meno impatto e migliore integrazione con l’ambiente circostante.
D’altronde sono stati inseriti nel progetto impianti della ditta Doppelmayr di ultima generazione con cabine Cwa, ovvero quanto di meglio possa offrire la tecnologia europea per quanto riguarda questo tipo di installazioni. Ma non è solo quanto si vede a essere al top di gamma. Persino i plinti in cemento che sono stati già installati da metà aprile in poi, sono molto più pesanti, profondi e imponenti di quelli costruiti nel passato. Il cemento armato è una struttura di base importantissima per poter reggere i nuovi pali che, a loro volta, sorreggeranno cabinovie più pesanti, più capienti, più performanti, molto più veloci.
Insomma, a partire dai cementi e dalle fondamenta, ai Piani di Bobbio si sta facendo sul serio. Il primo atto, forse il più emozionante per i tecnici che da anni lavorano in quota, è stato il taglio della fune portante trainante della vecchia cabinovia, operato il 23 aprile scorso. Quel giorno è stato dato un taglio, fisicamente parlando, a un cavo di 4,3 chilometri di lunghezza con uno spessore di 53 millimetri e 10 chili di peso al metro lineare. Ovvero circa 43 tonnellate di acciaio di grandissima resistenza. Un’operazione che è stata molto delicata e pericolosa. La fune a monte è stata semplicemente allentata e poi tagliata, mentre a valle si è dovuto scarrucolarla dai piloni e quindi tagliarla. Anche questa operazione preliminare è stata notevole e spettacolare.
Anche le vecchie cabine hanno avuto un ruolo nella dismissione del vecchio impianto. Appena rimosse e portate a valle sono state caricate su camion e mandate all’estero. Vivranno una seconda vita come oggetti d’arredamento in altre nazioni, all’aperto e non solo. Tanti “local” avevano chiesto di poterle acquistare per tenerle in loco appunto, sempre con scopi ornamentali. Ma per la realizzazione della nuova cabinovia era necessario portarle via in tempi rapidissimi e certi. Per questo Itb ha preferito venderle in blocco all’estero e in maniera rapida ed efficiente. Non avrebbero potuto essere tenute a Bobbio per molto tempo: i lavori procedono alacramente e l’obiettivo è aprire la prossima stagione invernale in perfetta puntualità per Sant’Ambrogio.
I lavori dureranno tutta l’estate e anche il Parco degli Gnomi non sarà accessibile, ma poco male, perché la stagione 2027 sarà tutta aperta. Naturalmente, i Piani di Bobbio sono raggiungibili a piedi, ma si tratta pur sempre di un’area di cantiere, per cui bisogna fare grande attenzione.
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