Ponte dei Minatori, la Valvarrone punta sul turismo per rilanciarsi

La passerella di 450 metri collega Tremenico al borgo abbandonato di Lentrée. Il sindaco Buzzella: «Serviva una scossa per tornare attrattivi». Ma per contrastare lo spopolamento servono anche servizi e collegamenti migliori.

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Valvarrone

Quattrocentocinquanta metri di acciaio e tiranti sospesi sopra un dirupo, per unire il presente al passato minerario della Valvarrone e aprire nuove prospettive per il futuro delle aree montane. La fresca inaugurazione del Ponte dei Minatori, la passerella che collega Tremenico al borgo abbandonato di Lentrée, un tempo abitato dai lavoratori della vicina miniera di feldspato, si inserisce in un progetto più ampio di recupero e valorizzazione di un patrimonio storico e paesaggistico rimasto a lungo ai margini dei principali itinerari turistici. Per il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella, quella dell’inaugurazione del ponte è stata una giornata storica. «Siamo finiti al centro dell’attenzione. La nostra valle fa parte delle aree interne e ha conosciuto, negli anni e nei decenni, un forte spopolamento. Serviva veramente una scossa per far sì che la Valvarrone ritornasse attrattiva».

Il Ponte dei Minatori rappresenta, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, soltanto il primo passo di un intervento più ampio, che comprende la valorizzazione delle miniere di feldspato e il recupero del borgo di Lentrée. «Speriamo che sia parte della soluzione dei nostri problemi – ha aggiunto Buzzella –. Vorremmo che la gente tornasse a vivere in Valvarrone e che venissero riattivate nuove attività commerciali, con ricadute positive anche sulla vita dei nostri cittadini». Il sindaco ha però richiamato l’attenzione su un aspetto fondamentale: il turismo, da solo, non può essere sufficiente a garantire un futuro alle comunità montane. Migliorare la viabilità, potenziare il trasporto pubblico locale e assicurare maggiori servizi sono condizioni indispensabili affinché i benefici delle nuove attrattive non rimangano circoscritti ai visitatori, ma si traducano in una migliore qualità della vita per chi abita la valle tutto l’anno. L’idea di valorizzare turisticamente le miniere di feldspato risale a diversi decenni fa, quando Tremenico era ancora un Comune autonomo. Esisteva già un’antica mulattiera, utilizzata dai primi minatori e dai lavoratori che si recavano a Lentrée, ma il collegamento tra i due versanti richiedeva una soluzione in grado di rendere il percorso più rapido e attrattivo. La proposta di realizzare un ponte tibetano ha preso forma nel 2019, dando avvio al progetto che si è concretizzato con l’inaugurazione del Ponte dei Minatori. La passerella permette di collegare l’abitato di Tremenico con l’antico borgo minerario, creando le premesse per un itinerario dedicato alla storia industriale e alla scoperta del paesaggio della Valvarrone.

A sottolineare il valore dell’intervento è stata anche la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann: «Questo è un modo per attrarre persone, far nascere curiosità e dire: andiamo in Valvarrone», ha osservato Hofmann. La presidente ha inoltre rimarcato il cambiamento nelle aspettative dei viaggiatori, sempre più interessati a esperienze capaci di coinvolgerli direttamente, oltre la semplice visita a un luogo. In questa prospettiva, il Ponte dei Minatori può diventare un’occasione per vivere il territorio e conoscerne più da vicino la storia. «Sono sicura che farà conoscere la Valvarrone e porterà persone non solo dalla provincia di Lecco, ma anche da fuori», ha concluso.

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