Premana, la conta dei danni dopo la bomba d’acqua

La pioggia intensa ha trascinato detriti a valle. Allagate case e garage. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita e nessun edificio è stato danneggiato grazie alle opere di prevenzione realizzate negli anni

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Premana

Per alcuni momenti a Premana è tornata la paura. La violenta bomba d’acqua che nel tardi pomeriggio di domenica si è abbattuta sul paese ha riportato alla memoria i drammatici momenti dell’alluvione del 2019.

Pioggia intensa, acqua e soprattutto materiale sassoso trascinato a valle hanno provocato allagamenti e disagi in diversi punti. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita e nessun edificio è stato danneggiato, anche se l’acqua è entrata in alcune abitazioni e garage. Non si sono inoltre verificati movimenti franosi rilevanti. A fare il punto è il sindaco Elide Codega: «Ci sono stati dei danni nel senso che alcune valli hanno scaricato e portato del materiale sassoso, ma non è stato leso nessun edificio e, soprattutto, non ci sono stati problemi per le persone».

A evitare conseguenze più serie sono state anche le opere di prevenzione realizzate negli anni, in particolare le canalette di gronda a monte dell’abitato e le reti paramassi.

«Le canalette di gronda sono state realizzate trent’anni fa, però per fortuna sono state fatte – sottolinea Codega –. Con eventi calamitosi così importanti, Premana non si allaga: frana. Se l’acqua non viene incanalata e portata nelle valli, può trascinare materiale che finisce contro le case e le distrugge, come purtroppo era successo nel 2019».

Il Comune è già intervenuto per liberare tombini e canalette, così da garantire il regolare deflusso dell’acqua in caso di nuove precipitazioni intense. Il fenomeno ha interessato soltanto una parte dell’abitato, ma in due o tre punti è scesa una quantità importante di materiale. «Sono due canali che hanno scaricato parecchio materiale e adesso bisogna pulirli – spiega Codega –. Il problema è che non sono accessibili con i mezzi e quindi bisogna capire come intervenire».

Un primo intervento di messa in sicurezza è già stato effettuato, mentre resta da rimuovere il materiale accumulato. Per questo il Comune dovrà confrontarsi con Regione Lombardia per individuare modalità e risorse necessarie. I sopralluoghi sono stati effettuati subito dopo l’evento. Sul posto è intervenuto anche l’elicottero dei Vigili del Fuoco. È stata individuata anche una piccola frana all’alpe Premaniga, di dimensioni contenute e senza conseguenze. Il ricordo dell’alluvione di sette anni fa è però inevitabilmente tornato a galla.

«Dopo il 2019 episodi così non ce ne sono più stati – ricorda il sindaco – però questo ci ha ricordato molto quell’anno». Quella volta era stato necessario evacuare alcuni edifici. L’acqua è comunque entrata in alcune case e garage, soprattutto a causa dell’intasamento dei sistemi di raccolta. L’episodio riaccende il tema della prevenzione in un territorio fragile e alle prese con fenomeni meteorologici sempre più intensi. «Queste sono purtroppo le situazioni che dovremo affrontare da qui in avanti, visto il cambiamento climatico», afferma Codega.

La strada indicata dall’amministrazione è quindi quella di mantenere puliti canali e canalette e potenziare le opere di sicurezza. Tra gli interventi in divenire ci sono anche le vasche di laminazione. «Stiamo mettendo a punto anche delle vasche di laminazione. Spero che, una volta in funzione, possano portare via più acqua. Le tombinature che abbiamo non sono fatte per portare tutta quell’acqua».

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