Cronaca / Valsassina
Martedì 17 Febbraio 2026
Sagra delle Sagre, Piazza (Lega): «Un anno senza? Non sarebbe un dramma»
I consiglieri regionali Mauro Piazza e Giacomo Zamperini intervengono sul futuro dello storico appuntamento valsassinese: «È un patrimonio del territorio, ma serve una programmazione seria e sostenibile».
Barzio
Anche i consiglieri regionali Mauro Piazza (Lega) e Giacomo Zamperini, Fratelli d’Italia, intervengono sul problema Sagra. «La Sagra delle Sagre sarebbe a rischio? Proprio nell’anno del successo olimpico di Milano-Cortina? Non è nemmeno immaginabile che la manifestazione non si faccia, perché rappresenta un patrimonio non solo del nostro territorio ma dell’intera regione», sbotta Zamperini. Che prosegue: «Ringrazio il vicepresidente della Comunità montana, Michael Bonazzola e l’assessore Giovanni Gianola, i quali mi hanno garantito che a breve uscirà la manifestazione di interesse per consentire la continuità della manifestazione. La Sagra delle Sagre è molto più di un evento fieristico: è la vetrina delle nostre montagne, dei nostri formaggi, dei prodotti tipici e dell’artigianato locale. È un simbolo identitario che coinvolge associazioni, operatori e famiglie, generando ricadute economiche concrete su tutto il territorio, non solo dal punto di vista turistico e promozionale. So che l’intenzione è quella di prevedere, oltre l’evento di agosto, altre tre manifestazioni durante l’anno. Dunque, siamo certi non ci debba essere nessuna paura, anzi: la Sagra delle Sagre non solo si farà, ma vedrà quadruplicato il suo potenziale». Più dubbioso ma ugualmente favorevole alla Sagra, Mauro Piazza: «Il rinnovo del bando deve rappresentare una vera occasione di rinnovamento, non un semplice passaggio burocratico. La fretta non sia cattiva consigliera. È un momento intenso e strategico per il commercio locale, che proprio in quei giorni vive una fase calda e significativa della stagione. Per questo occorre una programmazione seria, capace di tutelare e rafforzare le attività locali e caratteristiche della valsassina, non di penalizzarle». E conclude: «Se si decide di andare avanti, ci si prenda il tempo necessario per verificare con attenzione le ricadute economiche e turistiche e per costruire una formula moderna, efficace e sostenibile. Le formule nuove hanno bisogno di una gestione precisa, attenta, non frutto di compromessi o soluzioni al ribasso. Ci può essere serenità anche nel valutare, se necessario, una pausa di un anno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA