Cronaca / Valsassina
Martedì 05 Maggio 2026
Sono di Osvaldo Lanfredini le ossa ritrovate a Vendrogno lo scorso anno
Il ritrovamento era avvenuto il 31 marzo del 2025 in un casolare di Presallo, sopra Bellano. Dal 20 gennaio del 2020 non si avevano più notizie di Osvaldo Lanfredini, classe 1969, di Vegno, frazione di Crandola. A distanza di oltre sei anni l’ufficializzazione della morte
Crandola
Sono di Osvaldo Lanfredini le ossa trovate il 31 marzo del 2025 in un casolare di Presallo, a Vendrogno, sopra Bellano. Dal 20 gennaio del 2020 di lui non si sapeva più nulla: sparito poco prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria.
A lanciare l’allarme della scomparsa erano stati alcuni colleghi di lavoro che non vedendolo più da tempo, da quasi un mese si erano preoccupati, e così il 17 febbraio del 2020 era scattata la segnalazione, con l’appello della Prefettura, ed era arrivata anche la troupe di “Chi l’ha visto?”, ma purtroppo non erano emerse tracce dell’uomo, uscito di casa senza il cellulare. Il telefonino avrebbe permesso almeno di avere qualche indicazione sugli spostamenti. Di mezzo pure l’emergenza sanitaria che aveva rallentato le ricerche, poi a fine marzo dello scorso anno il rinvenimento delle ossa in un’area imboscata e poco visibile.
Ora a distanza di oltre sei anni, a ufficializzare la morte di Osvaldo Lanfredini, classe 1969, originario di Vegno, frazione di Crandola, è il sindaco Matteo Manzoni, legato da amicizia con Lanfredini che viveva in un appartamento di proprietà del Comune: «Abbiamo la conferma che quei resti sono di Lanfredini, che lascia due sorelle e un fratello residenti fuori provincia - spiega il sindaco Matteo Manzoni -, quando le ossa torneranno a casa, sentiti i familiari, si deciderà cosa fare, se vorranno tumularlo qui dove ha vissuto o portarlo altrove. Era molto legato a Crandola il “suo” paese anche perché la mamma era nativa di Vegno».
Da subito tra le varie supposizioni si era fatto largo proprio il nome di Osvaldo Lanfredini, camminatore appassionato di montagna che avrebbe potuto raggiungere Presallo scendendo da Crandola da lì verso Taceno e poi a Vendrogno. Un territorio che conosceva, certo non una passeggiata veloce, ma comunque una camminata che avrebbe potuto fare senza grandi difficoltà. Arrivato vicino al casolare potrebbe essersi sentito male. Quelle ipotesi sono diventate realtà sulla base dei riscontri genetici.
Restano da disbrigare le formalità burocratiche, ed il sindaco Manzoni ha già dato la disponibilità a dare un aiuto alla famiglia, che ha sempre sperato di vederlo tornare a casa, vivo e in piena salute, ma purtroppo non è stato così.
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