Politica / Valsassina
Martedì 13 Gennaio 2026
Barzio, indagini sulla tensostruttura alla Fiumetta. L’ex sindaco: «Sono sereno»
La questione della tensostruttura si complica con l’intervento della Magistratura
Barzio
La questione della nuova tensostruttura polifunzionale nella cosiddetta “area spettacoli” di Barzio alla Fiumetta si complica. Infatti è passata in mano alla Magistratura, che sta indagando per capire se ci siano responsabilità penali in merito alla riqualificazione della struttura costruita a una distanza non consentita dalla vicina Fiumetta. Con due delibere di Giunta, entrambe di lunedì 12 gennaio, la Giunta del sindaco Andrea Ferrari prima ha revocato la deliberazione dello scorso 27 marzo che approvava il contributo del Bim e il conseguente progetto esecutivo sulla “manutenzione straordinaria Fiumetta”. E poi ha preso atto, con una seconda delibera sempre del 12 gennaio, che le è pervenuta «comunicazione di pendenza di un procedimento penale a carico di amministratore comunale per fatti connessi al mandato amministrativo 2019-2024 e adempimenti conseguenti», precisando che non si riferisce a membri della Giunta comunale e del gruppo di maggioranza consiliare.
Ma perché la Giunta Ferrari ha revocato il progetto esecutivo di manutenzione straordinaria della Fiumetta? Perché «nella relativa relazione tecnica che affermava che “lo spostamento del torrente Fiumetta nasce dalla necessità di rispettare la distanza di quattro metri dal corso d’acqua” non risulta conforme alle prescrizioni del regolamento di Polizia idraulica in punto di fasce di rispetto». E dunque tutto deve essere rivisto.
Insomma, l’attuale Giunta vuole vederci chiaro ed essendoci un procedimento penale aperto, lascia la parola ai giudici. Naturalmente, riferendosi l’indagine penale al mandato amministrativo 2019-24, è facile pensare all’operato della Giunta guidata dall’allora sindaco Giovanni Arrigoni Battaia che, a La Provincia, spiega di essere sereno. Il punto è che lo spostamento (di quattro metri) della Fiumetta era stato previsto in un terzo lotto mai realizzato da Arrigoni Battaia, perché è subentrata un’altra amministrazione, nel frattempo. L’ex sindaco l’aveva però previsto questo spostamento, seppur neanche esso sarebbe stato, a norma di regolamento, sufficiente, a quanto pare di capire. «Sono sereno – spiega Giovanni Arrigoni Battaia – perché di sicuro ho fatto quel che pensavo fosse giusto fare e altrettanto sicuramente non c’è stato alcun dolo». E precisa: «Prima era meramente un discorso politico, adesso non è più un discorso politico, perché c’è di mezzo un giudice e il giudice prenderà le sue decisioni in base alla legge, in base ai regolamenti, ai progetti e a tante altre cose, insomma. Per pensare a una responsabilità penale dovrebbe esserci un dolo, io come sindaco al limite posso non aver vigilato, ma giustamente c’erano di mezzo i tecnici. Non sono un legale, ma mi sembra che nessuno possa mai dire che io abbia agito con dolo, che è il presupposto dell’azione penale».
Al di là di ogni considerazione e di ogni eventuale responsabilità (non certo dolosa, ma con tutta probabilità colposa), però, la struttura ora rischia di rimanere chiusa e inutilizzabile ancora per mesi se non anni, vista la piega giudiziaria che la faccenda ha oramai assunto. E questo è senz’altro quello che gli amministratori barziesi di qualsiasi colore non avrebbero mai voluto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA