Calusco vuole il nuovo San Michele, ma ad almeno 150 metri

Il consiglio comunale ha dato il suo via libera alla realizzazione del ponte

Paderno d’Adda

Calusco vuole il nuovo San Michele, ma ad almeno 150 metri, per preservare l’attuale viadotto e magari poterlo ricandidare all’Unesco, e non dover abbattere decine di abitazioni nel quartiere Monastero dei Verghi. Il consiglio comunale di Calusco d’Adda ha infatti approvato all’unanimità una posizione condivisa tra maggioranza e opposizione sul futuro del Ponte San Michele e sulla realizzazione del nuovo attraversamento ferroviario e stradale sull’Adda.

L’intesa, maturata nel corso della discussione seguita a un’interrogazione sull’iter progettuale, ribadisce la compattezza del fronte istituzionale locale di fronte a Rete ferroviaria italiana e agli enti sovraordinati. Sul piano procedurale, Rfi ha adottato il 12 dicembre 2025 il Documento Conclusivo del Dibattito Pubblico. Si è ora in attesa della pubblicazione del concorso internazionale di progettazione, che segnerà l’avvio formale della fase esecutiva, mentre l’indicazione della viabilità di accesso, che doveva arrivare ad aprile, è nettamente in ritardo.

L’urgenza della questione è acuita dalla chiusura del Ponte di Brivio, che ha aggravato la viabilità dell’intera area. «La chiusura definitiva dell’attraversamento tra Calusco e Paderno non è sostenibile», sottolinea l’amministrazione comunale di Calusco d’Adda, che ha co-promosso la posizione. Il traffico locale tra l’Isola Bergamasca e la Brianza Lecchese, si argomenta, non può essere convogliato su un unico collegamento, rendendo il nuovo ponte «un’opera vitale per la sopravvivenza economica e sociale di entrambi i territori».

Il documento programmatico approvato articola sette priorità: la valorizzazione storica del San Michele come percorso cicloturistico, la continuità del servizio ferroviario e stradale fino all’inaugurazione della nuova opera, il divieto assoluto per il traffico pesante nelle more del completamento delle varianti stradali, la destinazione della linea ferroviaria ai soli passeggeri con esclusione dei corridoi merci europei, un progetto architettonico integrato con il contesto industriale della valle, la previsione di un ulteriore ponte a Trezzo e il raddoppio ferroviario verso Bergamo.

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